Tamponi o test sierologici

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

La rapida diffusione del SARS-CoV-2 nel mondo, con la conseguente dichiarazione di pandemia da parte dell’OMS, ha reso necessario lo sviluppo di metodiche di rilevazione del virus, efficaci. Oggi ci sono a disposizione due tipi di test diagnostici: il tampone rino-orofaringeo e i test sierologici. Il tampone è un esame rapido e indolore che si esegue inserendo un bastoncino cotonato generalmente a livello orofaringeo. E' effettuato da personale addestrato che utilizza i dispositivi di protezione previsti. Grazie a dei test molecolari siamo in grado di rilevare la presenza del virus (RT-PCR Real Time Polymerase Chain Reaction). I test sierologici (ce ne sono di due tipi), si eseguono sul sangue grazie ad un prelievo. Rilevano la presenza di anticorpi, in altre parole delle difese dell’organismo contro l’agente patogeno. In caso d'infezione compaiono prima le IgM ed in seguito le IgG. Le IgM si trovano nel sangue a partire dal 4°-5° giorno dalla comparsa dei sintomi (o nel caso degli asintomatici, dall’avvenuto contatto con il virus) e scompaiono nel giro di qualche settimana. Le IgG si trovano a partire mediamente dal quindicesimo giorno dall’inizio della sintomatologia. Un test sierologico può essere negativo per l’assenza di contatto, basso titolo anticorpale oppure perché il soggetto si trova nel cosiddetto periodo finestra (avvenuto contatto con il virus, ma ancora non c’è stata la risposta anticorpale). In caso di positività è prevista l’esecuzione di un tampone. I test sierologici rappresentano uno strumento epidemiologico importante per stabilire la reale diffusione della pandemia sul territorio. Il tampone invece, resta a tutt’oggi lo strumento più affidabile per diagnosticare l’infezione da COVID 19. La regione Lombardia ha eseguito numerosi test sierologici. Fra il personale sanitario il numero dei casi positivi si attesta sul valore medio del 13.6% su base regionale. Siamo ancora lontani da quella che viene chiamata immunità di gregge. In attesa del vaccino e ancora alla ricerca di una terapia efficace, l’unica cosa da fare è seguire la regola delle 3 M (mascherina, mani, metro). L’uso della mascherina, l’igiene delle mani e il distanziamento sociale, sono le armi migliori che abbiamo per spezzare la catena del contagio.

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