Nuovo anno giudiziario, il Tar di Salerno tra carenze di organico e consistenti carichi di lavoro

Come sottolineato dal presidente, la sede di Salerno, nelle dinamiche dei trasferimenti, è 'fisiologicamente' una sede di passaggio

Carenze di organico anche perchè la sede di Salerno, nelle dinamiche dei trasferimenti dei magistrati, "è 'fisiologicamente' una sede di passaggio". E' quanto ha detto il presidente del Tar, Leonardo Pasanisi, nella relazione presentata, oggi, all'inaugurazione dell'anno giudiziario. Il 2020, per la sezione staccata salernitana del tribunale amministrativo della Campania, risulta il quarantesimo di attività dalla sua istituzione.  Il Tar Salerno ha diritto ad avere 14 magistrati, ma, nel 2019, sono stati depositati 1.994 ricorsi per appena 9 magistrati a disposizione, ridotti a 8 per il trasferimento di un consigliere al Consiglio di Stato. Dunque, il carico individuale è stato di 284 ricorsi per ogni magistrato e di 398 ricorsi, non considerando i due presidenti di sezioni. Numeri più alti rispetto ai 120 ricorsi che rappresentano il carico individuale di lavoro in un anno.

Parla il presidente Pasanisi

"Le previsioni per il corrente anno e il prossimo futuro non sono, tuttavia, tra le più rosee  perchè all'assegnazione di sei nuovi magistrati (cinque di nuova nomina e uno per trasferimento) corrisponde il contestuale trasferimento di ben quattro magistrati ad altra sede".

Insomma, il nuovo organico passa ad un totale di 10 magistrati, 5 per sezione, ma in ogni caso al di sotto dei 14 previsti dalla pianta organica. L'obiettivo è quello che venga istituita al più presto una terza sezione, con l'assegnazione di altri magistrati.

Il particolare

Inoltre, come sottolineato dallo stesso presidente, la sede di Salerno, nelle dinamiche dei trasferimenti, è 'fisiologicamente' una sede di passaggio, in quanto vicina alle sedi di Napoli e Roma maggiormente richieste per ragioni di provenienza geografica dei magistrati in servizio: il periodo di permanenza dei magistrati non salernitani non supera, in genere, i due anni. Da qui, l'appello di Pasanisi al Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa perchè possa pensare ad introdurre "l'obbligo, per i neo assunti, di un periodo minimo di permanenza quantomeno triennale". Nonostante le carenze in organico, le sopravvenienze del Tar Salerno consentono, comunque, di gestire il carico di lavoro "puramente emergenziale" con fissazione entro 6/12 mesi dei ricorsi. Questo, anche perche' si è "insistito, per la definizione dei giudizi, ove possibile, con sentenza breve". I dati contenuti nella relazione rivelano che, al 31 dicembre 2019, sono pendenti 6.330 ricorsi, di cui 1.796 ultraquinquennali. L'anno prima erano pendenti 7.114 ricorsi (riduzione di 784 ricorsi). Nei dodici mesi dell'anno scorso, sono stati depositati 1.994 nuovi ricorsi (nel 2018 erano stati 2.011), soprattutto in materia di urbanistica ed edilizia.

La classifica

Per il carico di lavoro complessivo, il Tar Salerno si colloca al sesto posto in Italia, dopo Roma, Napoli, Milano, Palermo, Catania. Intanto, i ricorsi definiti sono stati 2.754, di cui 2.023 con sentenza e 731 con altri provvedimenti. Tra i ricorsi evidenziati dal presidente del Tar Salerno, alcuni "involgono situazioni di interesse generale di forte impatto sociale e mediatico", come nel caso Crescent e delle Fonderie Pisano, come riporta l'Agi.


 

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