Il Tar sospende il sito di stoccaggio a Pontecagnano: tutte le reazioni

Il sindaco Lanzara esulta anche se, il 26 marzo, aveva sottoscritto il protocollo d'intesa per avviare il progetto insieme al collega di Giffoni Valle Piana Giuliano. Mazza (Movimento Libero) lo incalza, soddisfatti il Comitato Tutela Ambiente

Il Tar ha sospeso il provvedimento della Regione Campania con cui è stato escluso dalla procedura di Via (Valutazione Impatto Ambientale) il progetto relativo all’impianto di stoccaggio rifiuti Via Irno a Pontecagnano, rinviando l’udienza all’11 settembre 2019 e ordinando alla Regione stessa di produrre entro 30 giorni il parere della Commissione Via Vas Vi del 22 gennaio 2019. Ricordiamo che lo scorso 26 marzo il sindaco Giuseppe Lanzara e il suo collega di Giffoni Valle Piana Antonio Giuliano avevano sottoscritto, presso la Regione Campania, un protocollo d'intesa per avviare il progetto.

L’ordinanza

La disposizione è avvenuta in quanto – si legge nel documento giudiziario -nel doveroso bilanciamento fra gli interessi prospettati dal Comune e quelli rappresentanti dalla parte resistente, la Regione ha dato prevalenza ai primi; anche alla luce dell’impossibilità di apprezzare, allo stato, le ragioni che hanno portato all’esclusione del progetto dell’impianto da realizzarsi dalle procedure di valutazione di impatto ambientale”. Analogo provvedimento il Tar ha reso nei confronti del Comune di Giffoni Valle Piana e delle aziende D&D Italia Spa, Caffè Santa Cruz Salerno Srl.

Il sindaco Lanzara:

“Come abbiamo sempre ribadito, è nostra intenzione muoverci in tutti i modi, in tutte le sedi ed in tutte le direzioni possibili per bloccare un impianto che non è compatibile con le esigenze della nostra città. Pontecagnano Faiano deve tornare ad essere un’isola felice, innalzando il livello di vivibilità. L’Amministrazione c’è e porterà avanti questo obiettivo con forza e tenacia, mai sottraendosi agli impegni assunti con la comunità”.

Il consigliere Mazza:

"Grazie alla nostra mozione abbiamo raggiunto un primo ed importante risultato: il Tar ha bloccato l'insediamento dell'impianto per lo stoccaggio e il trattamento dei rifiuti in via Irno. Il Tribunale amministrativo regionale, rinviando la decisione a settembre, ha, infatti, richiesto all'apposita commissione tutte le procedure relative alle valutazioni di impatto ambientale a tutela del nostro territorio e fin qui, incomprensibilmente, non prodotte. In tal senso, sono stati pienamente riconosciuti le nostre istanze, quelle di cittadini e comitati e, allo stesso tempo, l'impegno unanime poi assunto dal Consiglio Comunale. L'opposizione si era subito opposta ad un progetto che, come tutti sanno, inizialmente era stato fortemente sostenuto dal Sindaco Lanzara, prima che lo stesso finisse in minoranza all'interno della sua stessa maggioranza. Ma la nostra lotta continua. La salute prima di tutto!"

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Il Comitato Tutela Ambiente:

"Esprimiamo soddisfazione per questo primo risultato soprattutto per il fatto che la sentenza collega il possibile danno derivante dalla realizzazione dell’impianto e la mancata VIA, cosa che fa ben sperare per la sentenza definitiva. Ora non ci resta che attendere l’11 settembre, quando il TAR, acquisiti i documenti dalla Regione, emetterà la sentenza.Non possiamo essere soddisfatti invece dell’incontro avuto da Fabio Natella, membro del comitato che ci ha egregiamente rappresentato, e Giuseppe Lanzara che ha dimostrato una volta di più la sua inefficacia sul tema dell’amianto difendendo la posizione della proprietà del sito ex Tabacchificio ATI. Giuseppe Lanzara sostiene a parole la criticità amianto del sito e apprezza la posizione della proprietà che nella lettera inviata all’Amministrazione sostiene l’innocuità dell’amianto e che rimuoverà parte della copertura anche se non sia tenuta a farlo. Il rapporto, oseremmo dire di reverenza, delle Amministrazioni presenti e passate ha di fatto portato fino ad ora alla non soluzione del problema. Giuseppe Lanzara ha anche affermato che se la proprietà non ottemperasse agli impegni presi procederà a fare intervenire gli enti preposti. La domanda sorge spontanea; e perché non lo ho ha fatto subito? Gli ricordiamo che la rimozione dell’amianto è un obbligo di legge non una cortesia che si baratta con una autorizzazione a costruire.Noi confidiamo solo nell’intervento degli enti richiesto dal nostro esposto".

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