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L'arcivescovo Luigi Moretti

L'arcivescovo Luigi Moretti

Salerno, arriva la tassa sul matrimonio

Dal 1 settembre 2012 chi vorrà sposarsi fuori parrocchia o fuori diocesi dovrà pagare una tassa: ma la decisione dell'arcivescovo Moretti ha scatenato un vespaio di polemiche

A Salerno per sposarsi si paga: nulla di nuovo, si sa che per un matrimonio si affrontano spese notevoli. A Salerno chi intende sposarsi fuori parrocchia o fuori diocesi dovrà pagare una tassa. Lo ha deciso, con un decreto dello scorso 8 agosto 2012, l'arcivescovo della diocesi di Salerno - Campagna - Acerno Luigi Moretti. Una decisione che ha ovviamente scatenato un vespaio di opinioni contrastanti tra di loro, da una parte chi non ha gradito l'iniziativa del vescovo, dall'altra chi la appoggia in pieno.

Per il docente di Linguistica generale presso l'università di Salerno e già direttore dell'ex dipartimento di scienze della comunicazione Emilio D'Agostino quella del vescovo Moretti "é una decisione fuori luogo che trovo esagerata. Piuttosto, la Chiesa, pensasse a pagare l'Ici". Non si lascia, invece, sopraffare dalla sorpresa in sé che può destare la notizia, lo scrittore Diego De Silva che spiega: "Io non sono credente ma se lo fossi mi provocherebbe imbarazzo una cosa del genere. Trovo contraddittorio pensare che si possa istituire una specie di tassa laddove dovrebbe esistere solo la gratuità e il volontariato. Quanto al devolvere una somma di denaro, non vi dovrebbero essere imposizioni di terzi ma solo atti volontari a guidare una scelta del genere".

Polemico e non solamente con l'arcivescovo Moretti Raffaele Cicalese, già presidente nazionale dei giovani di Nuova Forza Italia, che aggiunge: "I novelli sposi, già alle prese con conti esorbitanti, dovranno tener conto nel loro bilancio anche di una somma per pronunciare il loro sì davanti al prete. Per chi, infatti, deciderà di celebrare il rito, al di fuori della propria parrocchia d'appartenenza, dal primo settembre, dovrà sborsare la somma di 300 Euro. Un modo curioso per risanare, forse, le casse della curia salernitana. L'arcivescovo di Salerno, prendendo forse esempio da Mario Monti, ha deciso di tassare anche il fatidico sì. Prendiamo atto che dove non c'é la legge, con un suo decreto, ci arriva la chiesa".

Per Angela Amaturo, avvocato salernitano "potrebbe anche esistere un tariffario se i preti non chiedessero già un'offerta a piacere nella chiesa di appartenenza dove ci si sposa. Indipendentemente dalla parrocchia e dalla diocesi, infatti, consuetudine vuole che si versi una somma di denaro al parrocco". Più ottimistica la visione della sociologa Roberta Longo che, invece, sposa in pieno la tesi di Moretti. "E' giusto - afferma - che chi sceglie di abbandonare la propria parrocchia, semmai solo per privilegiare la bellezza di un luogo, paghi per poterlo fare. Questo potrebbe rappresentare un modo per sostenere le spese della Chiesa e, semmai, con quei soldi si potrebbe creare un fondo per aiutare le nuove povertà".

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