Cronaca

Terapia intensiva neonatale dell’ospedale “Ruggi”: l'appello di Polichetti

Polichetti: “Questo reparto, salito alla ribalta della cronaca qualche mese fa per un episodio spiacevole e che si è concluso per il meglio, vede una carenza stabile di infermieri"

Massimo impegno per la Terapia intensiva neonatale dell’ospedale “Ruggi” di Salerno. A chiederlo è Mario Polichetti, sindacalista della Fials provinciale, da sempre attento alle dinamiche che interessano il “comparto” nascite nella struttura di via San Leonardo. “Questo reparto, salito alla ribalta della cronaca qualche mese fa per un episodio spiacevole e che si è concluso per il meglio, vede una carenza stabile di infermieri. Questo non consente di svolgere in maniera ottimale il lavoro istituzionale e anche in considerazione del numero delle nascite”, ha spiegato Polichetti, che così si fa portavoce dell’istanza di tanti colleghi medici che in questo momento stanno portando avanti la propria attività lavorativa, seppur con la massima professionalità, con immense difficoltà.

L'appello al manager Longo

“Servirebbero anche due posti letto in più nel reparto della Tin, visto il crescente aumento di parti che è sotto gli occhi di tutti. Le unità andrebbero aumentate da sei a otto con l’incremento di infermieri e attrezzature. Questo aspetto non va sottovalutato, perché nei periodi critici i colleghi del reparto Tin si vedono costretti a trasferire le pazienti verso altre strutture, in provincia o anche nel resto della regione Campania. Nel Salernitano si può contare solo su Nocera Inferiore ora che a Battipaglia il reparto ha chiuso e ci sono stati gli accorpamenti di Cava de’ Tirreni e Mercato San Severino. Questo comporta non pochi problemi. Quanto denuncio da tempo è stato sollevato anche da altre sigle e questo non può che farmi piacere perché significa che esistono dei problemi, che si possono risolvere solo attraverso il dialogo. Al manager Longo chiedo di incontrare i sindacati prima di partire per le ferie. Sappiamo del lavoro immane che svolge e con quanta dedizione che fa. Ma ascoltare chi opera ogni giorno tra mille difficoltà non sarebbe negativo, anzi porterebbe soltanto il “Ruggi” a crescere come struttura ospedaliera”.
 

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