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Rifiuti

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Terra dei Fuochi: il drammatico caso del Vallo di Diano e della Piana del Sele

Con l'perazione Chernobyl risalente ad appena sette anni fa, fu smascherato un giro di malaffare e sostanze tossiche che i Casalesi condussero dritto nella Piana del Sele e nel Vallo di Diano

Non solo l'asilo di Sarno, non solo l'allarme tumori al fegato nell'Agro lanciato dall'Ordine dei Medici. A tenere alta l'attenzione dei salernitani sulle gravi conseguenze nella nostra provincia per la Terra dei Fuochi, è anche l'operazione Chernobyl risalente ad appena sette anni fa. Fu allora che fu smascherato un giro di malaffare e sostanze tossiche che i Casalesi condussero dritto nella Piana del Sele e nel Vallo di Diano: quei rifiuti avevano un potenziale tossico micidiale.

L'affare interessava Caserta, Salerno e Foggia, per 980 mila tonnellate di rifiuti spariti nel nulla. Fanghi derivanti da trattamento di lavaggio di impianti industriali, reflui di produzioni chimiche, materiali di scarto contaminati erano stati spacciati per fertilizzante agricolo e compost. In Campania furono arrestate 38 persone di cui 16 della nostra provincia.

Ad alto rischio, dunque, il Vallo di Diano e la Piana del Sele. Dalle analisi del Noe, supportato dalle analisi effettuate dall’Arpac, emerse che erano stati interrati rifiuti tossici in tutto il comprensorio della zona: nei terreni era stato rinvenuto “cromo esavalente”, tra le sostanze tossiche più cancerogene. Purtroppo, a quanto pare, dal dramma della Terra dei Fuochi non è escluso proprio nessuno.

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