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Terrorismo, il 41enne arrestato a Bellizzi sarà estradato: si cerca un complice

Proseguono senza sosta le indagini su Ouali Djamal Eddine, cittadino di nazionalità algerina, che avrebbe fornito documenti falsi a diversi terroristi, tra cui Salah Abdeslam, l'unico sopravvissuto tra gli attentatori di Parigi

Continuano senza sosta le indagini della Polizia su Ouali Djamal Eddine, il 40enne algerino arrestato ieri pomeriggio dagli uomini dell’Antiterrorismo nel centro di Bellizzi, destinatario di un mandato d’arresto europeo emesso dalle autorità del Belgio il 6 gennaio scorso, perché accusato di essere uno dei membri di un’organizzazione criminale specializzata nella falsificazione di documenti e nel favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Secondo gli investigatori, infatti, l’uomo avrebbe fornito falsi documenti a tre dei terroristi coinvolti nelle stragi di Parigi e Bruxelles. Ora gli agenti del Corpo Speciale sono al lavoro per riscontrare nuovi collegamenti tra il 40enne e l’organizzazione terroristica e verificare la presenza di un eventuale complice. A quanto pare tutto sarebbe partito da un blitz messo in atto dalla polizia belga lo scorso luglio in un appartamento nel quartiere di Saint-Gilles, a Bruxelles, all’interno del quale è stato rinvenuto un vero e proprio laboratorio per la produzione di documenti falsi. Le successive indagini hanno portato all’identificazione di diversi soggetti, tra i quali proprio Ouali Djamal Eddine.

A incastrarlo è stata la richiesta di permesso di soggiorno inoltrata dal diretto interessato alla Questura. Ora sarà estradato in Belgio, ma resta il mistero del perché l’uomo che fornì un documento d’identità falso, tra gli altri, a Salah Abdeslam, l'unico sopravvissuto tra gli attentatori di Parigi,  si trovasse in un piccolo paese della provincia di Salerno. Nelle prossime ore verrà nuovamente interrogato dagli inquirenti. Intanto il sindacalista della Cgil Anselmo Botte, da sempre molto vicino al mondo dell’immigrazione, fa sapere che “in tutti questi anni non abbiamo mai avuto sentore che nei nostri territori potesse trovare rifugio gente vicina al terrorismo islamico” e che “la sede della Cgil di Battipaglia è un punto di riferimento per nordafricani, europei e indiani impegnati nei lavori dei campi”. Ma finora “non ho mai registrato anomalie altrimenti avrei denunciato tutto alle autorità”.

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