Cronaca

Terze dosi in Campania, prima della somministrazione è utile il test anticorpale: ecco per chi

Ne abbiamo parlato con il biologo salernitano, Fernando Mainenti: sì alle terze dosi, ma è consigliabile l'analisi per chi ha avuto reazioni avverse e per chi ha fragilità specifiche

In corso, la somministrazione delle terze dosi di vaccino anti-Covid anche in Campania. Priorità, è stata data alle persone immunodepresse, tra cui i dializzati, ed ora anche agli over 80. Tuttavia, c'è un aspetto precauzionale importante da non sottovalutare: prima di sottoporsi alla nuova dose, per le persone con fragilità capillari, con particolari patologie o che abbiano riscontrato reazioni avverse importanti a seguito del primo ciclo vaccinale (prima e seconda dose), sarebbe infatti opportuno sottoporsi al test anticorpale IgG. La motivazione è semplice: qualora il paziente contasse ancora su un alto quantitativo di anticorpi, non sarebbe necessaria la nuova dose che andrebbe inutilmente a stimolare nuovamente l'organismo già protetto.

La riflessione

Ne abbiamo parlato con il biologo salernitano, Fernando Mainenti: "La terza dose è ritenuta necessaria per le persone fragili o anziane affinchè venga rafforzato il sistema anticorpale precedentemente già stimolato dal primo ciclo vaccinale - ha spiegato il dottor Mainenti - Per chi avesse avuto reazioni gravi con prima e seconda dose o avesse fragilità capillare, sarebbe opportuno verifcare la situazione degli anticorpi, al fine di non sprecare dosi di vaccino magari utilizzabili per altri pazienti con una protezione più bassa, e al contempo al fine di non sollecitare eventuali reazioni dell'organismo. Sarebbe certamente utile se il Governo prevedesse agevolazioni per consentire tali analisi  ai pazienti fragili meno abbienti, garantendo così un monitoraggio attento nelle somministrazioni. Prima o poi la terza dose occorrerà a tutti - conclude il biologo - Ma è opportuno valutare i tempi giusti della sua somministrazione che variano in base alle condizioni dei pazienti". Una riflessione, quella del dottor Mainenti, condivisa da molti medici: sarebbe opportuno, dunque, che il test per la verifica degli anticorpi fosse consigliato a tutti i pazienti fragili o a rischio, con tanto di agevolazioni ed esenzioni in base al reddito.

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