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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca Pagani

Il dottor Torre "censurato" dall'Ordine, parla il medico paganese. E sul programma che lo ha definito No Vax: "Agirò per vie legali"

La precisazione: "I miei pazienti, quasi tutti vaccinati, lo sono perché sono stato io, dopo averli visitati e rassicurati, a invitarli alla vaccinazione o a sconsigliarla. Loro si sono fidati di me e non hanno avuto bisogno di nessuna imposizione dall’alto"

L’Ordine dei medici ha deciso di procedere nei miei confronti addebitandomi la sanzione della “censura” per alcune affermazioni deontologicamente scadenti che ho proferito nei mesi scorsi e per cui avevo già fatto ammenda.

Mi fa piacere pensare che l’Ordine nella sua decisione abbia valutato, come contrappeso, l’opera finora svolta a favore degli ammalati in tempo di pandemia. In merito a tale decisione non rilascerò ulteriori commenti. 

Lo ha detto il dottor Gerardo Torre, medico d'emergenza di Pagani finito sulle cronache nazionali per essere stato richiamato dall'Ordine dei Medici di Salerno, a seguito delle visite e delle cure domiciliari da lui prestate ai pazienti contagiati dell'intera Campania durante l'emergenza Covid, spingendosi oltre i protocolli vigenti e aiutando migliaia di persone. Migliaia di persone che il 28 gennaio si sono riversate sul lungomare di Salerno per esprimergli vicinanza, proprio nel giorno della sua convocazione all'Ordine di via Santi Martiri. Di ieri, la decisione: Torre è stato sanzionato con la censura per alcune affermazioni in merito ai suoi colleghi della medicina territoriale non scesi in campo, come lui, a servizio dei pazienti ed anche per le sue osservazioni sul vaccino che, secondo il medico paganese, non avrebbe dovuto avere una modalità di somministrazione "dozzinale", ma mirata, attraverso la scesa in campo dei medici di base, i quali, conoscendo le esatte condizioni sanitarie dei propri assistiti, avrebbero dovuto valutarne o meno l'effettuazione.  "Voglio solo ringraziare infinitamente la mia amica e referente avvocato Mariagrazia Cafisi, coadiuvata da mio figlio Eduardo Torre  per il supporto e la professionalità spesi", aggiunge il dottor Torre dopo il responso dell'Ordine.

La precisazione

Punta invece il dito contro Zona Bianca, il programma di Rete4 che ieri sera "ha sottotitolato, parlando del sottoscritto, medico no Vax", scrive il medico paganese che annuncia di agire per vie legali e sceglie di evidenziare "per l’ennesima volta quelle che sono le mie tesi riguardo a tutta questa storia. Mi stanno addebitando il fatto che andando a curare le persone a casa in un certo senso io inviti gli indecisi a non vaccinarsi".

Il post del dottor Torre

Veramente non comprendo perché vaccini e terapie non possano camminare di pari passo. Con il vaccino si fa un atto preventivo, le cure invece intervengono nel caso in cui si sviluppi lo stesso la malattia. Sia per i vaccini che per le cure ho sottoscritto quali sono state, secondo una mia visione, gli errori commessi e che in entrambi i casi scorgo nell’assenza della medicina territoriale. Se per le cure il medico di base, seppur trivaccinato, è sparito, negandosi anche telefonicamente ai pazienti e creando così quei guasti terribili che tutti conoscete, anche sul fronte vaccinale la mancanza di rassicurazioni, di spiegazioni, di riflessioni con il proprio medico di famiglia ha creato un'ulteriore crepa  tra paziente e medico.

Mi pare, e me lo potete confermare, che in tutta questa storia, la questione della “fiducia” sia centrale. Tutti sanno che non sono stato mai a favore dell’obbligo vaccinale perché contribuisce ancora di più a creare quella distanza tra il cittadino e istituzioni. I miei pazienti, quasi tutti vaccinati, lo sono perché sono stato io, dopo averli visitati e rassicurati, a invitarli alla vaccinazione o a sconsigliarla. Loro si sono fidati di me e non hanno avuto bisogno di nessuna imposizione dall’alto per recarsi ai centri vaccinali. Secondo la mia visione, dunque, le scelte finora adottate in pandemia hanno creato un punto di rottura totale, di scollamento, sfiducia e direi anche di paranoia tra comune cittadino e istituzioni. Queste considerazioni, che in tempi normali sarebbero condivise da tutti, in tempo di pandemia invece sembrano quasi fuori di logica, e mi fanno apparire come un polarizzatore di frange estremiste! Oramai mi rendo conto che qui si sta perdendo il lume della ragione però io la testa ancora non l’ho persa e resisteró con tutte le mie forze per difendere quella battaglia che non conduco da ieri ma da oltre 30 anni per una medicina territoriale davvero vicina e sensibile alle esigenze degli ammalati e delle persone sofferenti.

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