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Traffico di armi all'Isis, nel mirino della Dia anche un imprenditore salernitano

Si tratta di Carmelo Famà, originario di Santa Marina (Golfo di Policastro), il cui nome è stato trovato in una documentazione sequestrata ad una coppia napoletana. Lui si difende: "Chiarirò tutto"

C’è l’ imprenditore salernitano, Carmelo Famà, nel mirino della Direzione Investivativa Antimafia di Napoli che sta indagano su un presunto traffico di armi destinate sia a un gruppo legato all’Isis attivo in Libia, sia all’Iran. Si tratta di un’inchiesta che nei giorni scorsi ha portato all’arresto dei coniugi Mario Di Leva e Anna Maria Fontana residenti di San Giorgio a Cremano (Na). Tra la documentazione sequestrata dagli inquirenti – rivela Il Mattino - è spuntata una cartella che includeva anche una foto che mostra l’uomo, originario di Santa Marina (Golfo di Policastro)  su una montagna di kalashnikov. Egli è seduto su migliaia di fucili e mitragliatori all’interno di un container. Una foto che ha insospettito gli inquirenti, anche perchè rivenuta all’interno del fascicolo che la coppia arrestata aveva intitolato “Piombo Iran”.

Per questo il manager salernitano è stato inserito nella lista degli indagati insieme ad altre persone con le quali i due presunti trafficanti di armi clandestine avevano avuto contatti. Persone alle quali la Dda di Napoli è risalita attraverso intercettazioni telefoniche e documenti sequestrati nel corso dell’indagine. Famà, contattato da Il Mattino, si difende: “Con questa storia non ho nulla a che fare e con serenità aspetto di essere sentito dal magistrato al quale chiarirò la mia posizione”.  

L'inchiesta

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