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Traffico internazionale di dopanti: maxi sequestro per un 64enne di Pontecagnano

Dopo la notifica del provvedimento di oggi, il figlio F.P. ha cercato di impedire ai carabinieri di proseguire nelle operazioni di inventario della merce sottoposta a sequestro: è stato denunciato

Stamattina, a Pontecagnano Faiano, i carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Salerno hanno eseguito un provvedimento di applicazione per il “sequestro e la confisca di beni immobili”, emesso dalla Corte di Appello, nei confronti di G.P. pregiudicato del '64, da tempo residente nella Repubblica Slovacca. Sigilli, per la successiva confisca e affidamento in custodia all’Amministratore giudiziario individuato dal Tribunale, presso la rivendita di integratori alimentari “Time Body”, sita a Pontecagnano, per un valore stimato in circa 200.000 euro. Il provvedimento è scaturito dalle indagini iniziate il 10 ottobre del 2014, quando il cittadino già fu raggiunto da una misura di prevenzione personale e patrimoniale. Grazie agli accertamenti, è stato possibile individuare altri beni immobili acquistati da G.P. mediante l’investimento di ingenti profitti provenienti dal traffico internazionale di sostanze anabolizzanti e dopanti.

A seguito di quanto emerso nel corso delle indagini, infatti, il 10 ottobre dello scorso anno i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Salerno, lo avevano già sottoposto a “sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza”, per  2 anni, nonchè al sequestro e confisca di beni immobili e rapporti bancari. La sua palestra, la Body Temple, era la base logistica per i suoi traffici.  All’epoca, in diversi comuni della provincia, furono sottoposti a sequestro, per la successiva confisca, 3 appartamenti, di diversa ampiezza, 3 box per auto, 6 terreni, di diversa pezzatura, con annessi rustici, 1 locale adibito a palestra, 6 rapporti di conto corrente bancari e postali, per un valore complessivo stimato in circa 900.000 euro. Dopo la notifica del provvedimento di oggi, intanto, il figlio F.P. ha opposto una reazione passiva nei confronti dei militari, cercando di impedire loro di proseguire nelle operazioni di inventario della merce sottoposta a sequestro: è stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale.

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