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Martedì, 21 Maggio 2024
Cronaca Sala Consilina

Traffico rifiuti nel Vallo di Diano, oggi nuova udienza: "Idrocarburi superiori ai limiti nei terreni"

All’esito delle indagini, la Procura aveva disposto il rinvio a giudizio per 7 persone residenti nel Vallo di Diano

Questa mattina si è tenuta la terza udienza presso il tribunale di Lagonegro nata dall'inchiesta Shamar per smaltimento illecito di rifiuti. Anche per la terza udienza la Rete Ecologia Salute Territorio e Antimafia Resta è stata presente per seguire lo svolgimento del processo All’esito delle indagini, la Procura aveva disposto il rinvio a giudizio per 7 persone residenti nel Vallo di Diano. Nell'udienza dello scorso 9 febbraio i Comuni di Atena Lucana, Sant’ Arsenio e Legambiente Campania sono stati ammessi nel processo come parti civili, pienamente legittimate ad avanzare le loro richieste risarcitorie per i danni patiti, patrimoniali e non. 

Le critiche

“Oggi, all’ascolto dei risultati dei due prelievi effettuati nei terreni coinvolti, è emersa - spiega Resta - una concentrazione di idrocarburi pari a 8000 mcg/kg, nonostante il limite massimo per le zone ad alta densità industriale debba essere di 250 mcg/kg”. La prossima udienza è fissata per il 15 giugno 2023. “Pesanti” – per Resta  - “sono le assenze tra i banchi delle parti civili: ad esempio quella della Comunità Montana Vallo di Diano che dovrebbe tutelare, proteggere e lottare per la difesa del territorio, alla quale si aggiunge quella degli altri comuni coinvolti dallo sversamento, come quello di Polla”.“Insomma, se è vero, com'è vero, che la tutela dell'ambiente deve essere garantita da tutti gli enti, da tutte le persone giuridiche e fisiche attraverso azioni improntate ai principi della precauzione, della prevenzione, e, successivamente, della riparazione e del risarcimento, l’assenza in questa sede processuale della maggior parte degli organi istituzionali del nostro territorio è significativa. Come è significativa l'assenza di un registro tumori in un territorio che da decenni è colpito dallo sversamento di rifiuti”. Come Resta – concludono gli aderenti – “chiediamo che le istituzioni si prendano la responsabilità di dare un’attuazione alle istanze che, da anni, associazioni, comitati e comunità civile portano avanti, ricevendo in risposta solo false promesse”. 

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