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Ospedale Ruggi, effettuato il primo trapianto di midollo con staminali

L'intervento è stato eseguito dal direttore del centro di ematologia Carmine Selleri su un paziente salernitano. Grande soddisfazione è stata espressa dal direttore generale dell'azienda ospedaliera Attilio Bianchi

L'azienda ospedaliera universitaria dell'ospedale "San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona" di Salerno ha eseguito il suo primo trapianto di midollo osseo con l'utilizzo di cellule staminali. L'intervento è stato effettuato dal direttore del centro di ematologia Carmine Selleri. Il paziente, un uomo di 55 anni, originario di Salerno, era affetto da mieloma multiplo stadio II A: la patologia gli era stata diagnosticata dagli ematologi dell'ospedale Ruggi.

"Il 55 enne, operato a gennaio e dimesso la scorsa settimana, già in buone condizioni cliniche - afferma il dottor Selleri - è il primo paziente sottoposto a trapianto autologo di cellule staminali emopoietiche per una neoplasia ematologica. Stiamo già lavorando per poter seguire altri casi di questo genere, tanto che stiamo provvedendo alla raccolta di cellule staminali per altri pazienti che poi verranno sottoposti a trapianto. L'iter è tutt'altro che semplice e veloce dal momento che si articola su più fasi molto delicate".

L' intervento rappresenta la naturale evoluzione del forte incremento dell'attività del centro di ematologia dell'azienda ospedaliera salernitana, nato un anno fa e sostenuto dal direttore generale Attilio Bianchi e dalla associazione Italiana contro le leucemie di Salerno. Sono tra l'altro in corso i lavori di costruzione del reparto sterile che permetterà a breve anche l'effettuazione dei trapianti da donatore familiare o identificato nelle banche nazionali e internazionali, nonché l'allestimento di sofisticati laboratori di tipizzazione, raccolta, manipolazione e criopreservazione di staminali.

"Si apre per il Ruggi una nuova era - afferma il direttore generale Attilio Bianchi - che proietterà Salerno verso i livelli più all'avanguardia della ricerca internazionale. Sento il bisogno di ringraziare tutti coloro che hanno intuito, il presidente della giunta regionale Stefano Caldoro in primis, che dalla integrazione e dalla sinergia tra il mondo universitario e quello ospedaliero potesse nascere un modello di assistenza innovativo e funzionale. Con l'apertura del reparto i viaggi della speranza diventeranno soltanto un ricordo", ha concluso Bianchi.

 

 

 

 

 

 

 

 


 

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