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Giovedì, 23 Maggio 2024
Cronaca

Chi era Trotula de Ruggiero? Ecco la storia della medichessa salernitana

Recentemente la curiosità sul personaggio di Trotula de Ruggiero ha spinto alcune scrittrici a pubblicare interi libri intorno alla sua figura, ma cosa si sa davvero della nota Magistra delle 'Mulieres Salernitanae'?

Faceva parte delle “Mulieres Salernitanae”, ovvero era una delle dama della Scuola Medica di Salerno, Trotula de Ruggiero, della cui vita in realtà si sa ben poco: sicuro è che visse a Salerno intorno al 1050 quando la città era nota per essere un ricco crocevia di scambi non solo economici ma soprattutto culturali con il Mediterraneo, i quali permisero proprio la nascita della famosa Scuola Medica. Trotula faceva parte della famiglia nobile dei “de Ruggiero”, conosciuta ai più per aver finanziato la costruzione del Duomo di Salerno: grazie a queste sue origini, Trotula, anche se donna, ha potuto frequentare facilmente gli studi superiori e continuare presso la Scuola di medicina specializzandosi in ginecologia. Uno dei primi particolari che colpisce della personalità di Trotula è che non solo studiò ma divenne anche insegnate della Scuola medica salernitana, e le sue lezioni furono ritenute talmente importanti per gli argomenti trattati che furono raccolte nel “De Agritudinum Curatione”, un volume di insegnamenti scritto dai sette grandi maestri della scuola.

Diversamente dai colleghi medici, Trotula dimostrò presto di avere idee innovative sulla medicina: incitava  a fare prevenzione e promuoveva l’importanza dell’igiene, di condurre un’alimentazione equilibrata e di fare movimento, fattori che subito individuò come principali per potersi mantenere sempre in salute. Nuovi, e per l’epoca anche desueti, erano i metodi e i trattamenti medici che prescriveva come bagni, massaggi, unguenti e pomate che potevano essere facilmente usate anche dal popolo. Particolarmente straordinarie furono le sue conoscenze nel settore ginecologico tanto che molte erano le donne che si rivolgevano a lei: Trotula, infatti, capì prima di altri come rendere meno dolorosi i parti e come evitare gli aborti naturali, ma cercò di capire anche le cause dell’infertilità sia nelle donne che negli uomini e tutte le sue cure e scoperte ebbe cura di riportarle nel suo “De passionibus Mulierum Curandarum”, cui fece seguito “De Ornatu Mulierum”, due veri e propri vademecum contro le malattie femminili che divennero ben presto famosi in tutta Europa e adottati come testi di studio presso le scuole mediche di tutto il continente.  

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