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Traffico di gasolio senza pagare le accise: frode milionaria, coinvolto un salernitano

Le indagini hanno preso il via nel settembre 2018. Ad un anno di distanza sono scattate le manette per 10 persone: 7 italiani residenti nelle province di Roma, Latina e Salerno, 2 cittadini polacchi ed un cittadino rumeno

Trasportavano carburante dalla Polonia in Italia senza pagare le accise: la Questura e l'Ufficio delle Dogane di Trento hanno scoperto una frode milionaria, facendo scacco ad una banda criminale accusata di aver evaso le tasse per un milione di euro. Le indagini, come riportano i colleghi di Trentotoday, hanno preso il via nel settembre 2018. Ad un anno di distanza sono scattate le manette per 10 persone: 7 italiani residenti nelle province di Roma, Latina e Salerno, 2 cittadini polacchi ed un cittadino rumeno. Sei sono in carcere mentre per altri 4 la misura prevede gli arresti domiciliari.

Il sistema

Il carburante veniva importato in Italia e stoccato in due depositi, in Lazio ed in Campania, passando per Trento. Sui documenti non figurava come carburante per auto, in modo tale da aggirare il pagamento delle accise. Veniva poi immesso illegalmente sul mercato, a prezzi normali, fruttando ai membri della banda lauti guadagni. La redditività dell'attività criminale si comprende anche dai sequestri operati dalla Polizia di Stato nel blitz che ha portato ai dieci arresti. Sono stati sequestrati 5 camion, 3 semirimorchi, 2 moto, 7 auto, un camper, ma anche 18 rolex, 55.000 euro in contanti, 8 anelli e 2 bracciali d'oro, nonchè una villa. 

Il sequestro

Sigilli anche ai due depositi petroliferi, uno dei quali completamente abusivo, nei quali erano attualmente stoccati 83.000 litri di gasolio. Si parla, dunque, di un'organizzazione criminale ben strutturata e di un giro d'affari consistente. Le indagini sono partite con un normale controllo stradale ad un semirimorchio polacco, in Trentino. I mezzo trasportava cisterne vuote. Un particolare che ha insospettito gli agenti della Polizia Stradale. L'operazione è frutto di una collaborazione tra la Squadra Mobile, il Reparto Antifrode dell'Ufficio Dogane, ed il Nucleo di Polizia Economico-Tributaria della Guardia di Finanza.

 

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