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Scandalo nelle mense scolastiche e ospedaliere: indagati anche salernitani

Sei le misure cautelari eseguite dai carabinieri, nei confronti di imprenditori, dirigenti sanitari ospedalieri e ausiliari sanitari

Scandalo in mense di scuole e ospedali del nostro territorio. Sei le misure cautelari, tra domiciliari, obblighi di dimora e sospensione dai pubblici uffici che sono state eseguite, infatti, a Napoli, dai carabinieri, nei confronti di imprenditori, dirigenti sanitari ospedalieri e ausiliari sanitari accusati di una serie di reati contro la pubblica amministrazione nella fornitura a mense scolastiche e ospedaliere. 

Tra le pesanti accuse sono di associazione per delinquere, corruzione, truffa, frode nelle pubbliche forniture, falso: nell'ambito di indagini coordinate dalla Sezione Reati contro la Pubblica Amministrazione della Procura della Repubblica di Napoli e condotte dai Carabinieri del Comando Provinciale e del Gruppo Carabinieri Tutela per la Salute di Napoli, sono state eseguite 53 perquisizioni personali e domiciliari.

Secondo l'accusa, la Puliedil srl che opera nel settore delle mense scolastiche e ospedaliere avrebbe commesso i reati grazie alle collusioni e alla compiacenza di pubblici funzionari, i quali non avrebbero fatto gli accertamenti nei confronti della società. Gli episodi di corruzione sarebbero avvenuti sia nel corso del procedimento amministrativo relativo alle gare d'appalto bandite dagli enti locali, sia durante la gestione dei servizi di refezione forniti a seguito dell'aggiudicazione degli appalti, con la compiacenza di funzionari sanitari delle ASL. Sarebbero, dunque, stati somministrati alimenti e prodotti diversi, per quantità e qualità,da quelli stabiliti nelle gare d'appalto. Nel procedimento, anche 51 indagati, tra cui amministratori pubblici in carica o decaduti dalla stessa di comuni del napoletano, del salernitano, dell'avellinese e della provincia di Potenza. 

Le ordinanze sono state emesse dal gip Pasqualina Paola Laviano su richiesta del pm Henry John Woodcock. Tra gli indagati alcuni sottufficiali in servizio presso la sezione aeronavale della Guardia di Finanza di Napoli, dirigenti e impiegati dell'Asl Napoli II, medici e inoltre Vincenzo D'Ambrosio, sindaco pro tempore di Casamicciola Terme (Napoli); Orsola De Stefano, assessore al Comune di Solofra (Benevento); Maria Valentina Grossi, direttore sanitario dell'ospedale "Rizzol"i di Lacco Ameno (Napoli); Antonio Guarino, sindaco pro tempore di Solofra; Massimo Loviso, ex-sindaco di Polla (Salerno); Domenico Mitidieri, sindaco di Lagonegro (Potenza); Gavino Nuzzo, già sindaco di Camposano (Napoli); Giuseppe Silvitelli, vicesindaco e assessore di Casamicciola Terme, comune dell'isola di Ischia (Napoli).

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