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Martedì, 24 Maggio 2022
Cronaca Vibonati

Operazione "Olio invisibile": truffa di oltre mezzo milione, sequestrati beni per 300 mila euro

La truffa è ai danni dei fondi previsti dal Patto Territoriale Tematico denominato "Antiche terre del Bussento": finisce nei guai il titolare di un'azienda agricola nel territorio di Vibonati

La Finanza ha scoperto una truffa da oltre mezzo milione di euro, portando a termine la delicata operazione "Olio invisibile". Nell’ambito  delle attività  di contrasto alle frodi comunitarie e della tutela  della spesa pubblica nazionale e locale,  pianificate  dal  Comando  Provinciale  della  Guardia  di Finanza  di  Salerno,  i  militari  della  Tenenza  di  Sapri,  sotto  la  direzione  della  Procura della  Repubblica  presso  il  Tribunale  di  Lagonegro, hanno portato a termine l'indagine, coordinata dal Sostituto Procuratore della Repubblica Michele Sessa: finisce nei guai il titolare di un’azienda agricola nel territorio di Vibonati.

La truffa è ai danni dei fondi previsti dal Patto Territoriale Tematico  denominato  “Antiche terre del Bussento”,  approvato  dal  Ministero dell’Economia  e  delle  Finanze  e  caratterizzato  da  obiettivi  di  promozione  dello  sviluppo imprenditoriale ed occupazionale del territorio locale. L’imprenditore,  mediante  false  dichiarazioni  sostitutive  di  atti di notorietà  e false  relazioni  tecniche asseverate da un tecnico  operante  nell’area del  basso Cilento, ha ottenuto dalla Cassa  Depositi e Prestiti  S.p.A.  di  Roma, nell’ambito del Patto Territoriale, contributi “a fondo perduto” per circa mezzo milione di euro.

I militari hanno provveduto alla verifica dell’effettiva realizzazione del frantoio oleario e, in secondo luogo, hanno indagato sulla ricostruzione della destinazione dei contributi pubblici percepiti dall'imprenditore: l’impianto,  oggetto di  agevolazioni, non  era stato ultimato e quindi non era mai entrato in funzione. A carico degli indagati sono stati ipotizzati i reati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico e malversazione a danno dello Stato. L'Autorità  Giudiziaria ha disposto l’applicazione della misura  cautelare reale del  sequestro preventivo “per  equivalente” che ha interessato somme di denaro e beni nella disponibilità del reo e del direttore dei lavori, per un valore di 300.000 euro. Sigilli, dunque, all’opificio, sede dell’Azienda agricola al centro delle indagini.

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