Intascavano i soldi per il parcheggio: sospesi 6 dipendenti di Amalfi Mobilità

E' emerso che gli indagati, in oltre 300 episodi riscontrati in soli tre mesi di osservazione, si facevano consegnare la somma dovuta per il parcheggio dai turisti. L'interrogatorio di garanzia è fissato giovedì 17 settembre

Foto archivio

Carabinieri  di Amalfi  in azione: è stata eseguita una misura cautelare di sospensione dall’esercizio di pubblico ufficio nei  confronti  di  6 dipendenti della società municipalizzata del  Comune  di  Amalfi che  gestisce  i  parcheggi nella cittadina, alias la “Amalfi Mobilità srl”. Berma parking: questo il nome dell'operazione frutto di un’accurata attività investigativa avviata dagli uomini dell’Arma e coordinata e  diretta dalla  Procura  della  Repubblica del Tribunale di  Salerno, a  partire dall’estate 2019, mediante lo svolgimento di mirati servizi di osservazione e pedinamento condotti dai carabinieri. È fissato per giovedì 17 settembre alle 9,30 presso il tribunale di Salerno l'interrogatorio di garanzia.

Il video dell'operazione

Le indagini

I militari amalfitani avevano più volte ricevuto segnalazioni  da partedi alcuni avventori del  parcheggio sul  porto situato  alla  fine del Lungomare dei Cavalieri di una inusuale consegna della somma da pagare per il servizio direttamente all’operatore  preposto ad ausiliario alla sosta, invece  che inserirla nell’apposita cassa automatica. A  quel punto i carabinieri hanno accertato, anche grazie alla videosorveglianza che, effettivamente,  gli indagati, in oltre  300 episodi riscontrati in soli tre mesi di osservazione, dopo aver verificato mediante l’apparecchio elettronico che conteggia il tempo effettivo di sosta, si facevano consegnare la somma dovuta per il parcheggio dai numerosi turisti che avevano usufruito del servizio e, invece di inserire il dovuto  nell’apposita  cassa  continua, intascavano il denaro,restituendo agli  avventori  un chip coin “scarico”, che apriva la sbarra posta all’uscita del parcheggio.

I sistemi

In altre circostanze, invece, gli operatori invitavano gli utenti ad attendere in auto nell’area di  uscita  dal  parcheggio, riscuotendo  direttamente  il denaro  previsto  per  la  sosta  e consentendo  l’uscita  delle  vetture con  l’attivazione manuale della  sbarra, mediante l’apposito pulsante di emergenza, bypassando così l’utilizzo della cassa automatica. Già  lo  scorso  14  ottobre  2019, i  militari  dell’Arma  avevano  tratto in  arresto un  altro dipendente della  municipalizzata  comunale di  65  anni, per gli stessi fatti, colto nella  flagranza  del reato  di  farsi  consegnare  da  alcuni  malcapitati viaggiatori,  chiaramente ignari  di  quanto  stava  accadendo, la  somma  di  danaro  per  il  pagamento  del  parcheggio, ricevendo  in  cambio (anche  in  quel  caso) un chip  coin, preventivamente  scaricato, per uscire con la loro vettura. Per comprovare le condotte criminose, i turisti, lasciata l’area di sosta, sono stati invitati in caserma dai Carabinieri per riferire nel merito, dove hanno confermato per filo e per segno quanto loro accaduto. Visti  gli  elementi  raccolti,  univoci  e  fortemente concordanti, nell’arco dei mesi in cui si è svolta l’indagine, supportata anche da attività tecniche di intercettazione telefonica, il GIP del Tribunale di Salerno ha emesso nei confronti degli indagati -che hanno cagionato alle casse comunali un danno di ca. 10.000 euro - la  misura  della  sospensione  dall’esercizio  del pubblico  ufficio  o  servizio  per  dodici  mesi, con  interdizione  totale  dalle  attività  ad  esse inerenti. Continueranno ora le indagini per approfondire se ci sia il coinvolgimento di altri soggetti nella vicenda.

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