Tutela Nazionale Imprese scrive ai prefetti: "Se i ristoranti non sono pericolosi apriamo a cena"

La Federazione ha inviato una lettera chiedendo di fornire i dati che individuano i pubblici esercizi come luoghi di contagio e sulle cui basi sono state imposte dal governo le chiusure.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

Se l'indice di contagio Rt è basso, se la regione è in zona gialla e le attività commerciali sono aperte, perché i ristoranti non possono lavorare a cena o nei fine settimana, non possono svolgere la loro attività in sicurezza, come accade per un negozio o un ufficio? Tni – Tutela Nazionale Imprese, che rappresenta 40mila aziende italiane del mondo Horeca (bar, ristoranti, alberghi), ha rivolto questa domanda ai prefetti delle regioni che da oggi si trovano in zona gialla. A loro, e per conoscenza ai ministri dell'Economia e delle Attività Produttive Roberto Gualtieri e Stefano Patuanelli, la Federazione ha inviato una lettera chiedendo di fornire i dati che individuano i pubblici esercizi come luoghi di contagio e sulle cui basi sono state imposte dal governo le chiusure. Tni chiede inoltre ai prefetti “di liberare immediatamente le attività del comparto Horeca dai limiti fino ad ora vigenti che hanno ormai portato gli imprenditori del settore, i loro dipendenti e fornitori in uno stato di disperazione” e che “facciano da tramite per ottenere immediati risarcimenti per i danni subiti dalle chiusure”. 

“Se entro giovedì non ci saranno risposte né indennizzi – annuncia il portavoce di Tutela Nazionale Imprese e presidente di Ristoratori Toscana, Pasquale Naccari - saremo costretti per la sopravvivenza nostra, delle nostre famiglie, dei nostri dipendenti e dei nostri fornitori, a riaprire subito al pubblico i locali anche a cena”. “Sono dieci mesi – aggiunge – che rispettiamo tutte le regole, ma stanno morendo centinaia di migliaia di aziende e abbiamo diritto di leggere i documenti che spiegano e dimostrano le evidenze scientifiche dell'obbligo di chiusura dei pubblici esercizi a cena e nei fine settimana. Il Governo, inoltre, ci deve risarcire. I ristori ricevuti fino ad oggi rappresentano mediamente solo il 2,5% del fatturato delle nostre aziende”. L'iniziativa è promossa da Tni-Tutela Nazionale Imprese in collaborazione con Acs Associazione Commercianti per Salerno, A.I.O.S Palermo, Comitato territoriale esercenti. Movimento Impresa Lombardia, Movimento Impresa Puglia, Passione Ho.re.ca. Puglia, Ristoratori Liguria, RistorItalia, Ristoratori Lombardia, Ristoratori Toscana, Ristoratori Veneto, Ristoratori Lazio, Ristoratori Campania, Ristoratori Puglia, Ristoratori Trentino, Veneto Imprese Unite. 

Torna su
SalernoToday è in caricamento