Università di Salerno, realizzata la prima batteria a fase quantistica

Sfruttando l’effetto Josephson e le proprietà magnetiche dei materiali, è stata realizzata laprima “batteria” che utilizza la fase quantistica e non le proprietà chimiche

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

Risultati significativi nell’ambito delle tecnologie quantistiche sono stati ottenuti da ricercatori dell’Università degli Studi di Salerno in collaborazione con partner nazionali ed internazionali. La ricerca è stata pubblicata sulla prestigiosa rivista Nature Nanotechnology, e vede la collaborazione tra il Dipartimento di Fisica DF “E.R. Caianiello”, diretto dal Prof. Salvatore De Pasquale, ed i gruppi del Dr. Francesco Giazotto (Laboratorio NEST, Pisa) e del Dr. Sebastian Bergeret (Centro di Fisica dei Materiali CFM, San Sebastian, Paesi Baschi). Il progetto è stato sviluppato in seguito alla convenzione sottoscritta dal DF ed il Laboratorio NEST di Pisa per l’attività sperimentale connessa alla tesi di laurea magistrale della Dr.ssa Ofelia Durante, con i contributi del Dr. Claudio Guarcello e della Prof.ssa Roberta CitroNel dettaglio, la ricerca si è incentrata sullo studio e la realizzazione di una batteria superconduttiva a fase quantisitica. In una batteria convenzionale, come la pila di Volta, l’energia chimica viene trasformata in voltaggio al fine di alimentare un circuito elettrico.  Ogni, l’uso di materiali superconduttivi per sviluppare nuove tecnologie quantistiche sta diventando sempre più frequente. Sfruttando un fenomeno fisico conosciuto come “Effetto Josephson” e le proprietà magnetiche intrinseche dei materiali utilizzati, è stata concepita una “batteria” che utilizza la fase quantistica. Il dispositivo è formato da un filo di dimensioni nanometriche di Arseniuro di Indio (InAs) drogato di tipo “n” che costituisce il nucleo di base della batteria (la pila) e da due elettrodi superconduttivi di Alluminio che fungono da poli. Un campo magnetico esterno viene utilizzato da “interruttore”, permettendo inoltre di “caricare” la batteria. 

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