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Pasticciere morto in mare a Salerno, spunta la pista dello stalking: si indaga sui vicini di casa

Gli inquirenti vogliono fare luce sui rapporti che c’erano tra la vittima e la famiglia che vive vicino alla sua abitazione. Sequestrati telefonini e strumentazioni informatiche dai carabinieri

Proseguono senza sosta le indagini dei carabinieri, coordinati dalla Procura della Repubblica di Salerno, per fare luce sul presunto suicidio del pasticciere di Giffoni Sei Casali, trovato morto nel mare che bagna via Leucosia, nel quartiere Mercatello

L'inchiesta

Nel mirino – riporta il quotidiano “La Città” – sono finiti un vicino di casa, la moglie e una delle figlie, che avrebbero già ricevuto l’avviso di garanzia con l’accusa di morte come conseguenza di altro reato, in questo caso lo stalking.  Già perché, nell’auto parcheggiata sul litorale, le forze dell’ordine hanno ritrovato una lettera in cui si descrivevano anche le tensioni con un vicino, la cui abitazione è stata già perquisita. Il blitz è scattato a seguito di una querela per stalking presentata proprio dal 43enne il 12 agosto scorso nei confronti proprio dei vicini. Tra loro, infatti, non sarebbe mai corso buon sangue e anche in passato vi sarebbero stati scontri verbali con minacce ed insulti.  Qualcosa di più concreto, comunque, potrebbe emergere già nelle prossime ore quando gli inquirenti finiranno di analizzare i telefonini e le strumentazioni informatiche sequestrate ai vicini, i quali sono difesi dall’avvocato Cecchino Cacciatore

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