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Usura con tassi al 120%, due arresti nell'agro nocerino sarnese

A finire in manette un ex esponente di un disciolto clan della zona ed il nipote incensurato: le vittime, minacciate ed aggredite, costrette a pagare interessi da capogiro

Gestivano un giro di usura nel territorio di Angri e di altri comuni dell'agro nocerino sarnese, tra i quali Pagani e Sant'Egidio del Monte Albino e con l'accusa di usura sono stati tratti in arresto questa mattina dai carabinieri del reparto operativo del comando provinciale di Salerno, agli ordini del colonnello Fabrizio Parrulli e del tenente colonnello Francesco Merone. I. A. 61 anni (già noto alle forze dell'ordine, già elemento di spicco di un disciolto clan della zona) e il nipote T. F., 27 anni, incensurato, sono stati tratti in arresto su provvedimento del sostituto procuratore della Repubblica presso la DDA di Salerno Vincenzo Montemurro.

Le indagini erano partite dopo che i carabinieri avevano "captato numerosi ed inquietanti segnali circa la presenza del fenomeno dell'usura nella zona, con particolare riferimento ai grossi e popolosi comuni di Angri, Pagani e Sant’Egidio del Monte Albino". I militari avevano dunque iniziato a tenere d'occhio i due uomini tratti in arresto questa mattina scoprendo che praticavano appunto l'attività di usura avvicinando le vittime alle scadenze prefissate minacciandole o aggredendole, costringendole quindi a versare le somme dovute. A fronte del capitale prestato - riferiscono i carabinieri in una nota - la vittima doveva corrispondere interessi in ragione del 120% annuo in rate mensili e, ad ogni ritardo, la rata successiva raddoppiava. Le indagini dei militari sono state rese difficili dallo stato di paura generato nelle vittime dai loro aguzzini.

Coloro che non riuscivano a far fronte alla “rata” si vedevano raddoppiare la quota interesse su quella successiva e, quasi sempre, subivano le peggiori minacce rivolte sia per la loro incolumità che per quella dei familiari. D’altra parte lo spessore criminale di I. A. rendeva pienamente credibile il tutto, in quanto già esponente di spicco di un disciolto clan malavitoso della zona. Due, riferiscono i militari, le vittime della pratica di usura: si tratta di due piccoli imprenditori che, venutisi a trovare in difficoltà economiche, hanno chiesto prestiti agli strozzini. Il primo, a fronte di 20mila Euro, in pochi anni ha dovuto corrispondere 60mila Euro di interessi mentre il secondo, a fronte di 60mila Euro, ha dovuto sborsare oltre 250mila Euro.

Per far fronte alle richieste sempre più pressanti degli strozzini, le vittime sono state costrette a chiedere soldi ovunque, costringendo persino i familiari ed i congiunti a contrarre a loro volta prestiti con cessione del quinto sullo stipendio per coprire le rate o a vendere oro e gioielli per ricavare denaro. Addirittura, spinto dalla disperazione, uno di loro è arrivato a commettere una rapina in danno di un altro commerciante venendo arrestato subito dopo dai carabinieri.

Nel corso del blitz, scattato nelle prime ore della mattinata, i militari hanno rinvenuto e sequestrato ingenti somme di denaro provento dell’attività usuraria e destinate con ogni probabilità a finanziarla. Le indagini sono tuttora in corso sia per individuare altre vittime che per vagliare la posizione di ulteriori responsabili dei reati in parola. Per i due usurai sono scattate le manette e il trasferimento presso il carcere di Salerno, zona Fuorni, a disposizione dell’autorità giudiziaria.    

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