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La conferenza

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Vendita della Centrale del Latte, nuovo ricorso dei consiglieri d'opposizione alla Corte dei Conti

Intanto, il Partito di Alternativa Comunista si colloca al fianco dei lavoratori e li invita a scendere in piazza

I consiglieri comunali di opposizione presentano un secondo ricorso contro la vendita della Centrale del Latte. Ad annunciarlo al Comune, questa mattina, Roberto Celano, Raffaele Adinolfi e Giuseppe Zitarosa, anche a nome di Salvatore Gagliano e di Nobile Viviano: "Presentiamo un ricorso alla Corte dei Conti per danni erariali - hanno spiegato - Il secondo bando per la vendita della Centrale, per iniziare, è stato pubblicato senza che prima ne discutesse in Consiglio Comunale. Inoltre non prevede garanzia alcuna per i lavoratori, per l'indotto per gli stessi prodotti della Centrale".

Gli stessi consiglieri hanno sottolineato come nella prima delibera della giunta De Luca si fosse resa nota la necessità di vendere tutte le partecipate: "Allora perchè non vendere Salerno Pulita o Salerno Solidale anzichè la Centrale quale unica realtà virtuosa? - si domandano - I consiglieri di maggioranza, come Calabrese, sono davvero d'accordo con questa vendita, tenuto conto che non tutela i lavoratori?". Celano incalza: "La Centrale ha per giunta ricevuto 2 milioni e 400 mila euro per Salus per Lactem, progetto di ricerca e sviluppo scientifico: come mai allora il valore della base d'asta non è aumentato?". Infine, la proposta di Zitarosa: "Chiedo ai consiglieri di programmare un referendum consultivo rivolto a tutta la cittadinanza per sapere se è d'accordo o meno con la vendita della Centrale", ha concluso.

Intanto, il Partito di Alternativa Comunista si colloca al fianco dei lavoratori e li invita a scendere in piazza: "L'esperienza di quanto accaduto in questi anni sul territorio salernitano deve indurre i lavoratori della Centrale a confidare esclusivamente nelle proprie forze e a non riporre alcuna fiducia nelle burocrazie sindacali (buone soltanto a varare tavoli di concertazione su cui immolare i lavoratori, come da ultimo dimostra il caso Essentra) e politiche (sempre pronte a ricorrere a una magistratura borghese prona agli interessi del capitale). Il destino dei dipendenti della Centrale è nelle loro stesse mani e non nelle aule dei tribunali o nelle trattative sindacali".

Ha collaborato Roberto Junior Ler

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