Licenziamenti a La Città, il sindaco ai giornalisti: "Non mollate, tenete duro"

Dopo la comunicazione dei quattro licenziamenti annunciata dagli editori, i giornalisti del quotidiano La Città hanno proclamato cinque giorni di sciopero e oggi hanno convocato un'assemblea pubblica al Comune di Salerno. Presente tra gli altri il presidente regionale dell'Ordine, Ottavio Lucarelli

L'assemblea pubblica convocata dai giornalisti del quotidiano la Città

Dopo la comunicazione dei quattro licenziamenti annunciata dagli editori, i giornalisti del quotidiano La Città hanno proclamato cinque giorni di sciopero e oggi hanno convocato un'assemblea pubblica al Comune di Salerno. Presente tra gli altri il presidente regionale dell'Ordine dei Giornalisti, Ottavio Lucarelli che ha dichiarato: "Decisione inaccettabile, perché arriva dopo anni di sacrifici. Non solo un anno di solidarietà che ha già consentito all'azienda di risparmiare centinaia di migliaia di euro, ma in precedenza c'erano stati tagli di domenicali, di festivi, alle agenzie. E' inaccettabile pure che non ci sia più un tavolo di trattativa. Questa decisione arriva dopo mesi di silenzio da parte della proprietà, nei confronti della redazione. L'Ordine è vicino ai colleghi. La città di Salerno e la comunità della Campania devono stringersi intorno a questa redazione. Una testata giornalistica è sempre al servizio della comunità e la comunità in questo momento deve far sentire la propria voce".

Il sindaco

"Si deve trovare assolutamente una mediazione, nell'interesse dei lavoratori, nell'interesse dell'informazione, pur tenendo conto di logiche di mercato - ha detto il sindaco di Salerno, Enzo Napoli - esprimo solidarietà a nome di tutta l'amministrazione. Prendiamo atto con grande dispiacere di questa comunicazione inoltrata dagli editori ai giornalisti ma il mio invito è tenere duro e non mollare. Il tema dell'occupazione deve essere una priorità assoluta, deve prevalere su ogni altro aspetto: contratti di solidarietà, vedete come, però bisogna proseguire. Parliamo di un organo d'informazione importantissimo per il dibattito culturale e per la lungimiranza e il rigore delle inchieste che conduce, talvolta severe ma condotte sempre con lealtà. La presenza di giornalisti di altre testate, dei consiglieri comunali e la presenza di associazioni culturali - cito su tutte la Fondazione Menna - è la chiara e sincera testimonianza di affetto nei confronti dei giornalisti de La Città. Non posso entrare nei motivi tecnici ed economici ma la mia solidarietà è piena nei confronti di chi in questo momento ha problemi occupazionali, problemi che poi si riversano immediatamente sulla qualità dell'informazione". 

Il CdR

A nome del Comitato di Redazione ha preso la parola la giornalista Clemy De Maio: "Ennesimo capitolo di un piano preordinato di smantellamento del quotidiano, fin dall'insediamento della nuova proprietà - ha detto - A maggio 2017 abbiamo anche subito minacce di licenziamento quando abbiamo denunciato preoccupazione per l'esternalizzazione di sport e sito internet. L'azienda ha messo in atto una strategia suicida e non capiamo come possa tenere alle sorti della testata, se alza anche il prezzo d'acquisto del giornale in edicola e se chiude accordi anche con altre sigle per la gestione di un settimanale. La crisi del nostro quotidiano la paragoniamo a quella della Treofan. Sarà un caso, ma si tratta di due aziende che appartenevano allo stesso proprietario, De Benedetti, e che poi sono state cedute ad altre aziende che hanno messo in campo un piano di progressiva dismissione. La scelta di sfiduciare il direttore Antonio Manzo è stata molto dolorosa perché lui si era posto come mediatore. Abbiamo preso, però, atto che sul provvedimento di licenziamento ci sia anche la sua firma e quindi questo rapporto di fiducia è venuto meno".

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(Ha collaborato Roberto Ler)

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