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Vertenza Sesa NV, i lavoratori proclamano il primo sciopero

Da tempo insieme alla Filcams Cgil lamentano le profonde incertezze per il loro futuro occupazionale. Indetto anche lo stato di agitazione

I lavoratori della Sesa NV hanno deciso di proclamare lo stato di agitazione (blocco delle prestazioni straordinarie e della disponibilità alla reperibilità extra-orario lavorativo) a tempo indeterminato e un primo sciopero a partire dalle 14 di oggi alle 24 del 12 aprile, a cui seguiranno ulteriori mobilitazioni con modalità di articolazione che verranno successivamente comunicate, con articolazioni e cadenze che saranno opportunamente comunicate e richiamano, allo stesso tempo la società Nokia (ex Alcatel-Lucent S.p.A.) al rispetto dell'accordo sottoscritto nel marzo 2015.

Una decisione, quella della Filcams-Cgil di Salerno e dei lavoratori dell’azienda salernitana, che da tempo lamentano le profonde incertezze per il futuro lavorativo determinate – denunciano - da “una gestione quanto mai approssimativa dei rapporti di lavoro da parte della società”. “Vi è un numero di lavoratori tenuti a casa da mesi, privi di stipendio e senza ammortizzatori sociali (vista la decisione dell'azienda di non rinnovarli) e con l'unica prospettiva formulata del preannunciato licenziamento collettivo ex Legge 223/90”.

Non solo. Per i restanti lavoratori vi è il “mancato rispetto di quanto sancito con l'accordo siglato a garanzia occupazionale del personale ceduto il 1° aprile 2015 dall'allora Alcatel-Lucent (oggi Nokia) alla SesaNV che prevedeva il mantenimento della sede di lavoro nel territorio salernitano e crescenti garanzie di commesse a copertura dei livelli occupazionali per un triennio”. “Ad un anno esatto da quell'accordo mai rispettato – ribadiscono gli esponenti della Filcams Cgil e i lavoratori -  non esiste più una sede fisica né a Battipaglia né altrove nella provincia di Salerno, non sono state fornite né ricercate le ulteriori attività necessarie a garantire la continuità lavorativa, e l'unica commessa economicamente rilevante è stata ceduta ad altra azienda, presso la quale i lavoratori ceduti nell'accordo di marzo 2015 sono oggi impegnati, con distacchi di dubbia legittimità, a ricoprire sempre le medesime funzioni lavorative”.

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