Rifiuti con amianto sotterrati vicino al mare: scatta l'esposto in Procura

L’esponente del direttivo di Italia Nostra e attivista Wwf Paolo Abbate: "Tutt’oggi nulla si è fatto per bonificare il luogo dai rifiuti ancora interrati"

Ancora rifiuti in riva al mare a Vibonati. Lo scorso mese di marzo una discarica contenente materiale di varia tipologia, interrata nel terrapieno a pochi metri dal mare  è venuta alla luce dopo una forte mareggiata, ma è ancora in loco dopo otto mesi dal sequestro.

Il caso

A denunciarlo è l’esponente del direttivo di Italia Nostra e attivista Wwf Paolo Abbate che ricorda: “Allora fu richiesto l’intervento dell’Arpac per rilevare la presenza di materiali pericolosi; il 19 giugno la stessa comunicò al comune di Vibonati che era stata rilevata presenza di amianto e che i rifiuti potevano essere rimossi. Questa estate, tuttavia, non fu segnalato dalla Polizia Municipale con apposita recinzione la presenza di amianto. Anzi, per consentire il posizionamento di sedie ed ombrelloni ad uso dei turisti del camping adiacente, è stato posto per coprire i rifiuti un telone di plastica. Telone che inevitabilmente è stato distrutto e del quale si scorgono ancora i resti”.

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Di qui l’allarme: “Tutt’oggi nulla si è fatto per bonificare il luogo dai rifiuti ancora interrati. Anzi dal nostro sopralluogo si rileva che altri rifiuti si sono aggiunti ai vecchi e  i sacchi con rifiuti raccolti a marzo da operai del comuni sono stati lasciati sul posto”. E ancora: “Altre mareggiate sopraggiungeranno inevitabilmente nel periodo invernale e inizio primavera, trasportando con l’erosione delle onde tutti i rifiuti rimasti in mare, inquinando l’ecosistema”. L’associazione Italia Nostra Lucana ha inviato un esposto al sindaco del comune di Vibonati, alla Capitaneria di Oorto di Sapri e alla Procura di Lagonegro, chiedendo urgentemente la bonifica dell’area.

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