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Voto di scambio, nuovo blitz dell'Anfimafia a Scafati: altri 7 indagati

Nel mirino della Procura ci sarebbero alcuni appalti e la gestione di una serie di servizi. Fatti di cui ha parlato Alfonso Loreto, il figlio di Pasquale, anche lui pentito di camorra, nel corso di un recente interrogatorio

Nuovo blitz della Direzione Distrettuale Antimafia nel comune di Scafati per trovare prove inconfutabili che testimonierebbero la sussistenza del reato di voto di scambio politico-mafioso. Sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti ci sarebbero alcuni appalti e la gestione di una serie di servizi. Fatti di cui ha parlato Alfonso Loreto, il figlio di Pasquale, anche lui pentito di camorra, nel corso di un recente interrogatorio. Nelle ultime ore le forze dell’ordine hanno acquisito documenti contabili, agende, timbri societari e fatturazioni che dimostrerebbero la circostanza che il clan Loreto-Ridosso ha appoggiato esponenti politici vicini al primo cittadino Pasquale Aliberti nelle elezioni comunali del 2013 e in quelle regionali del 2015. Queste ultime, tra l’altro, hanno portato alla riconferma di Monica Paolino (moglie del sindaco) all’interno dell’assise di Palazzo Santa Lucia.

Inoltre gli uomini della DDA si sono presentati a casa del fratello del primo cittadino, Nello Maurizio Aliberti, già iscritto nel registro degli indagati dal mese di settembre, acquisendo alcune fatture, cinque per la precisione, emesse dalla sua società “626 Service” sas nei confronti di cooperative di Angri, Sant’Egidio e Scafati. Nel mirino delle forze dell’ordine anche il consigliere di maggioranza Roberto Baschieri; l’ex consigliere provinciale Udeur e imprenditore del settore conserviero Raffaele Lupo; un geometra ex componente del cda della Acse (da poco dimissionario) Ciro Petrucci. Ma hanno ricevuto la “visita” dell’Antimafia anche uno dei dipendenti di una delle imprese gestita – secondo gli inquirenti – dai Ridosso-Loreto Roberto Cenatiempo e due componenti della famiglia Ridosso: Anna, sorella di Romolo e il nipote Andrea. Per i sette la contestazione è di scambio elettorale politico-mafioso

Una situazione che sta provocando una certa tensione al Comune, dove soltanto pochi giorni fa il sindaco Aliberti è riuscito a formare una nuova Giunta nonostante i malumori in seno alla sua maggioranza.

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