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Anagrafe opere incompiute, l'ira di Lombardi: "I comuni sono inefficienti"

In Campania sono soltanto dieci i cantieri segnalati dagli enti all'anagrafe del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti per sbloccare i lavori

L’inerzia e l’inefficienza delle pubbliche amministrazioni in Campania si conferma una delle più gravi cause della situazione in cui versa l’economia regionale”. Lo denuncia il presidente di Ance Salerno Antonio Lombardi,  che richiama l’attenzione sui dati che emergono dall’analisi dell’anagrafe delle opere incompiute segnalate al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT). In Campania, infatti, solo cinque comuni hanno indicato al MIT opere per le quali ritengono necessari i lavori di completamento. “Si tratta dell’ennesima dimostrazione – sottolinea Lombardi – di come la macchina pubblica non tenga in minimo conto la disastrosa condizione nella quale si trovano ad operare le imprese del settore delle costruzioni”. L’anagrafe delle opere incompiute è una ricognizione delle opere pubbliche che non risultano completate per mancanza di fondi; cause tecniche; sopravvenute nuove norme tecniche o disposizioni di legge; fallimento liquidazione coatta e concordato preventivo dell’impresa appaltatrice; mancato interesse al completamento da parte della stazione appaltante e del soggetto aggiudicatore.

Entro il 31 marzo di ogni anno, infatti, proprio le stazioni appaltanti e i soggetti aggiudicatori devono individuare le opere incompiute di rispettiva competenza che, entro il 30 giugno, verranno pubblicate dal Ministero  secondo una graduatoria che tiene conto dello stato di avanzamento raggiunto nella realizzazione dell’opera e di un possibile utilizzo dell’opera stessa anche con destinazioni d’uso alternative a quella inizialmente prevista.È mai possibile – si chiede Lombardi – che su tutto il territorio della Campania si contino solo 10 opere per cui è stato ritenuto necessario l’inserimento nell’anagrafe ministeriale? Eppure per le opere dichiarate incompiute (che attualmente in Italia ammontano a 692) si ipotizza, in considerazione della carenza di fondi pubblici, un importante ruolo per le imprese private che potranno utilizzare quei beni anche con una destinazione d’uso diversa da quella iniziale, in modo da non consumare nuove porzioni di territorio”.

In provincia di Napoli solo il Comune di Arzano ha inserito due progetti nell’anagrafe per un importo complessivo di 2 milioni e 419 mila euro e con oneri di ultimazione dei lavori pari a 400 mila euro. Anche in provincia di Caserta solo un Comune (Calvi Risorta) ha ritenuto di attivarsi, indicando 2 progetti per un importo complessivo di circa 1 milione e 104 mila euro con oneri per l’ultimazione di circa 520mila  euro. In provincia di Avellino solo il Comune di Montoro risulta operativo rispetto all’anagrafe: 3 progetti per un valore complessivo di  circa 7 milioni e 470 mila euro con un finanziamento residuo da reperire di 5 milioni e 520 mila euro. Sono, invece, due i Comuni della provincia di Salerno (Ottati e Teggiano) che hanno utilizzato l’anagrafe per 3 progetti che hanno un valore di oltre 3 milioni con finanziamenti residui da reperire pari ad 1 milione e 700 mila euro. Tra questi progetti rientra quello per la sistemazione e l’ammodernamento dell’aviopista Vallo di Diano che ha una percentuale di avanzamento del 25,45%.

Tirando le somme in Campania risultano iscritte all’anagrafe progetti per oltre 14 milioni di euro, per il cui completamento necessitano oltre 8 milioni di euro.

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