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Banca di Salerno verso la fusione: discordia e polemiche nell'assemblea dei soci

Come rivela il quotidiano La Città le possibilità che l'assemblea di oggi venga invalidata sono altissime. L'opposizione al presidente uscente Angelo D'Amato, infatti, potrebbe presentare un ricorso all'Autorità Giudiziaria contro la delibera assembleare

I quasi 1000 soci della Banca di Salerno si sono riuniti questa mattina presso il Centro Sociale di via Vestuti in occasione dell'assemblea per il rinnovo del presidente, del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale. Come rivela il quotidiano La Città, però, le possibilità che l'incontro venga invalidato sono altissime. L'opposizione al presidente uscente Angelo D'Amato, infatti, dopo aver sollevato delle eccezioni presso la Banca d'Italia potrebbe presentare un ricorso all'Autorità Giudiziaria contro la delibera assembleare sostenendo che non ci sarebbe stata la giusta comunicazione.

Ma il nodo della questione, in realtà, potrebbe essere un altro: un mese fa è stato sottoscritto un protocollo con la Cassa rurale e artigiana di credito cooperativo di Battipaglia e la Banca di credito cooperativo di Serino finalizzato a una fusione per incorporazione. L'aggregazione sarebbe imposta dalla riforma e dall'ispezione della Banca d'Italia che ha sottolineato come il bilancio si in perdita di quasi 2 milioni di euro. Mario Camillo Sorgente, candidato nella lista d'opposizione a quella di D'Amato, però, non ci sta e spiega: "Questa proposta viene fatta passare dal consiglio di amministrazione uscente come l'unica soluzione possibile, invece riteniamo che non tutto è perduto. Il nostro obiettivo è difendere l'ultimo istituto di credito salernitano che ha quasi cento anni di storia. Una cosa è negoziare una fusione, altro è subìre un accorpamento che dal nostro punto di vista guarda più a questioni personalistiche che non alla tutela della banca".

"Il consiglio di amministrazione non fa un'analisi delle scelte strategiche fatte negli ultimi dodici anni - incalza Sorgente - L'ultimo concorso per la selezione del personale risale al 1984. Nulla è stato fatto per programmare la ricerca, la crescita di personale specializzato per fare la differenza e non uscire fuori dal mercato. La produttività della banca è sempre più al di sotto della media delle consorelle campane e non è stata mai avviata una vera politica di sensibilizzazione sui soci per rendere veri i valori del credito cooperativo" conclude.

A Sorgente risponde lo stesso D'Amato: "Non avevamo altre opzioni. Non c'erano altri partner a cui guardare per combinare questo matrimonio che potrebbe creare la più grande realtà della Campania in termini patrimoniali. Potevamo pensare a una fusione con Roscigno, ma loro guardano all'area sud del territorio, avendo aperto agenzie a Potenza e in Val d'Agri. Viceversa Battipaglia aveva già un'agenzia a Salerno. Tutto qui, non ci sono motivi reconditi. La banca d'Italia ne è a conoscenza dal 4 gennaio scorso e ci sta incentivando a chiudere l'operazione in tempi brevi. Abbiamo commissionato un piano industriale e un piano di valutazione a società di rilevanza mondiale". Naturalmente nell'assemblea di oggi non sarà ratificato nessun accordo dato che per una fusione è necessario convocare un'asemblea straordinaria dopo il via libera della Banca d'Italia.

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