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Antonio Mauro Russo: "Più tutela per i cacciatori del nostro territorio"

L'assessore provinciale alla caccia e alla pesca ha illustrato questa mattina a palazzo Sant'Agostino il report sui due anni di attività dell'assessorato provinciale in materia

E’ stato illustrato questa mattina, presso la sala giunta di palazzo Sant’Agostino, il report biennale sull’attività amministrativa dell’assessore provinciale alla Caccia e Pesca Antonio Mauro Russo. Circa 12mila, su 45mila campani, i cacciatori del nostro territorio che meritano maggiore tutela, considerato che “l’attività venatoria è già fortemente penalizzata per la presenza del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano e dei vari Parchi regionali e riserve naturali”, ha esordito l’assessore. Tra i risultati raggiunti, per iniziare, l’informatizzazione della modalità di iscrizione dei cacciatori agli ambiti territoriali di competenza, pari al 95% di istanze on-line, su un  totale di circa 14.000 domande. O

ltre all’implementazione dell’uso del sistema web regionale, è stato migliorato l’uso del sito web www.cacciaepescasalerno.it, con l’introduzione della modulistica in uso al settore Caccia ed un database contenente notizie utili  per gli appassionati. Riflettori puntati, quindi, sulla bozza redatta dall’Ufficio Caccia regionale per la prossima stagione: “Per due volte, la bozza redatta dall’Ufficio Caccia regionale, discussa durante le riunioni del Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Regionale, è stata respinta dalla provincia di Salerno, da altre province e da tutte le associazioni venatorie ed agricole campane, perché fortemente limitativa rispetto al passato  – racconta Russo – per venire incontro alle mancanze abbiamo quindi redatto ed approvato in consiglio, in collaborazione con l’Università Federico II di Napoli, il piano faunistico venatorio 2011/2016, strumento importante per la programmazione e gestione faunistica e venatoria, nel quale abbiamo inserito la riduzione di circa 1000 ettari della zona di ripopolamento e cattura di Serre e la costituzione di 11 zone di addestramento cani concepite per territorio”.

Di rilevante importanza, anche il protocollo d’intesa stilato con il Parco Nazionale e l’Università di Napoli per la gestione della caccia nelle aree contigue. Approvato in consiglio, infine, il regolamento per la gestione della caccia al cinghiale in battuta, con l’istituzione dell’albo dei cacciatori al cinghiale. Inoltre un ripopolamento ittico è stato effettuato nei corsi d’acqua della provincia, ritenuti più idonei e non ricadenti in Riserve e/o Parchi con l’introduzione di n. 2.000 Kg di trote fario mediterranee adulte e n. 400 Kg di trotelle della stessa specie.

 

 

 

 

 

 

 

 

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