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Un momento dell'iniziativa

Un momento dell'iniziativa

Coldiretti: "Due pizze su 3 sono tarocche", la black list dei cibi contaminati

E' stata presentata a Napoli la black list dei cibi più contaminati: broccoli cinesi, prezzemolo del Vietnam e basilico dell'India vantano il triste primato

Broccoli cinesi, prezzemolo del Vietnam e basilico dell'India: questi solo alcuni dei cibi più contaminati presenti nella black list presentata oggi da Coldiretti a Napoli. In particolare, proprio i broccoli cinesi vantano il triste primato della quasi totalità dei campioni risultati irregolari (il 92%) per la presenza di residui chimici. Per il prezzemolo vietnamita,78% di irregolarità rilevate e il basilico indiano, fuori norma in ben sei casi su dieci. La "black list" è stata redatta sulla base di analisi condotte dall'Agenzia europea per la Sicurezza alimentare. In occasione della presentazione della lista, è scattata la mobilitazione di migliaia di agricoltori a difesa della dieta mediterranea. "La Cina ha conquistato il primato nel numero di notifiche per prodotti alimentari irregolari, perché contaminati dalla presenza di micotossine, additivi e coloranti al di fuori dalle norme di legge", hanno sottolineato dalla Coldiretti. Nella top 10, figurano anche fragole e arance egiziane e la menta marocchina. E poi i piselli del Kenya, il peperoncino della Thailandia, le melagrane egiziane e i meloni e i cocomeri della Repubblica Dominicana.

Come se non bastasse, dal dossier della Coldiretti risultano "false" due pizze su tre, a causa dell'utilizzo della mozzarella lituana e del concentrato pomodoro cinese, passando per l'olio tunisino e il grano canadese. La Campania è stata la principale destinazione del concentrato cinese e delle cagliate industriali.  "Il riconoscimento dell'Unesco avrebbe dunque un valore straordinario per l'Italia, dove la pizza rappresenta un simbolo dell'identità nazionale- ha sottolineato il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo - E' chiaro che garantire l'origine nazionale degli ingredienti e le modalità di lavorazione significa difendere un pezzo della nostra storia, ma anche il suo spersi distinguere nei confronti della concorrenza sleale". A rischio tutto l'agroalimentare, non solo la mozzarella. "All'estero sono falsi due prodotti alimentari italiani su tre, con il mercato mondiale delle imitazioni di cibo made in Italy che vale oltre 60 miliardi di euro", ha aggiunto Moncalvo. Dall'olio di oliva Vesuvio del Sudafrica alla scamorza Salerno del Canada fino alla mozzarella Capri direttamente dagli Stati Uniti, dove vengono prodotti in California anche i pomodori San Marzano in scatola: il tarocco è servito. Per la manifestazione, dentro e fuori il Palabarbuto, è stato scelto il capoluogo partenopeo dove visse per 40 anni lo scienziato statunitense Ancel Key che per primo evidenzio’ gli effetti benefici della dieta mediterranea. Tanti gli striscioni e gli slogan esposti. “In un momento difficile per l’economia italiana bisogna investire sulla trasparenza e introdurre senza esitazione in Italia l’obbligo di indicare in etichetta l’origine degli alimenti come ha chiesto il 96,5% degli italiani sulla base della consultazione pubblica on line sull’etichettatura dei prodotti agroalimentari condotta dal Ministero delle Politiche Agricole”, ha concluso il Presidente della Coldiretti.

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