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Domenica, 23 Giugno 2024
Economia

Borsa del turismo archeologico 2012, un trenino per gli scavi di Velia

Nota dell'ufficio stampa della BMTA

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

XV Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico

Pronto in estate un trenino che accompagna i visitatori negli scavi di Velia

Presentato a Paestum dal MiBAC il censimento dei siti del sud Italia

Il 44% non è aperto al pubblico e un altro 19% aperto senza bigliettazione

Alla Borsa Syusy Blady e Patrizio Roversi presentano la nuova trasmissione

 

“In viaggio con Erodoto” sarà finalmente possibile visitare agevolmente un’area archeologica difficile come Velia. E’ un trenino per 30 persone che, grazie ai soldi del Ministero per i Beni Culturali, sarà pronto la prossima estate e servirà ad incrementare le visite che nel 2011 sono state 30mila circa, a fronte delle 286mila della pur vicina Paestum. Sarà una passeggiata vedere l’Acropoli, il grande mosaico e la Porta Rosa, grazie all’inventiva e al dinamismo della Soprintendente per i Beni Archeologici Adele Campanelli, che gestisce 630 ettari di territorio, tra le province di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta.

“Eredi di un passato illustre in un territorio dalle forti contraddizioni”, tra conservazione ordinaria e valorizzazione intelligente, il convegno sulle aree archeologiche della Magna Grecia è stata l’occasione per presentare il primo censimento del MiBAC con dati forti in materia di capacità, economica e numerica in generale, di gestione. Uno su tutti: il 44% dei siti non è aperto al pubblico, sono aree e parchi di proprietà demaniale o di enti locali. Un altro: il 17%, altra grossa fetta, è aperto, ma visitabile senza pagare biglietto. E’ la spia di una situazione di insufficiente sfruttamento del patrimonio culturale del sud Italia. A presentare i dati il Direttore Generale della Direzione Generale per le Antichità MiBAC Luigi Malnati.

Tra Salerno, Avellino, Benevento e Caserta si contano nove anfiteatri e teatri, 13 ville all’aperto, 8 aree sacre superiori ai 2 ettari: “Un patrimonio immenso – dice la Soprintendente Campanelli – in questo girone dell’inferno c’è una gran parte di patrimonio non gestita che non solo non produce nulla, ma si deteriora. Qui disponiamo di 10 euro all’ettaro e un organico ridotto”.

Realtà dai numeri molto diversi è Pompei: 2 milioni e 300mila visitatori all’anno. La macchina Pompei richiede uno stanziamento di 18 milioni annui. L’incasso della bigliettazione è più o meno equivalente, ma basta appena per la gestione ordinaria. Soprintendenza di Napoli e Pompei. Ne ha parlato la Soprintendente Teresa Elena Cinquantaquattro, che ha diviso l’area in cinque città antiche: Napoli e Pozzuoli ancora esistenti, Pompei ed Ercolano perfettamente conservate, Cuma ben conservata ma massacrata dalla speculazione edilizia.

Ripartirà quasi sicuramente a dicembre sempre su Rete 4 lo “Slow Tour” di Syusy Blady e Patrizio Roversi, uno dei più riusciti programmi tv dedicato alla scoperta degli itinerari turistici meno blasonati. A parlare del fortunato format oggi a Paestum gli stessi ideatori e protagonisti che hanno evidenziato come il segreto del successo del programma, andato già in onda lo scorso anno per 24 puntate (disponibili online su www.velistipercaso.it), sta tutto nel suo tema. “Dalla versatilità culturale del folclore di oggi si può risalire alla storia di una comunità” ha evidenziato Roversi. “Ogni sasso ci parla del mondo se lo si sa analizzare e guardare con la giusta prospettiva” ha ribattuto la Blady. Insieme, la coppia ha ripercorso l’Italia da nord a sud raccontando “cose che voi italiani avete sotto il naso ma non riuscite neanche ad immaginare”: dal Parco Archeologico di Terramore nel modenese al Parco del Vesuvio in Campania, da Alatri all’Isola di Sant’Antioco. Un viaggio lento per svelare “un tessuto potenzialmente turistico dell’Italia sconosciuto ai più” ha rimarcato Roversi, “un patrimonio minore per la cui valorizzazione non si fai mai abbastanza” ha concluso la Blady.

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