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Assemblea di Confindustria Salerno, Caldoro: "Sciogliamo le regioni"

Ad aprire i lavori il presidente degli industriali salernitani Mauro Maccauro che ha illustrato ai soci i nuovi bond per le piccole e medie imprese

Dalle sfide per la crescita del territorio alle azioni concrete. Dal "lamento meridionale" al necessario "cambio di passo" che anche il tessuto salernitano deve avere per attrarre su di sè maggiori investimenti. E' questo il "modello Salerno" che il presidente di Confindustria Salerno sta illustrando in questi minuti alle istituzioni e agli imprenditori salernitani in occasione dell'assemblea pubblica dei soci. All'incontro, che si sta svolgendo presso il Teatro Vedi, non stanno partecipando nè il ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato nè il presidente della Provincia Antonio Iannone, entrambi impegnati a Roma. Assente anche il sindaco De Luca. Sono presenti, invece, al tavolo dei relatori il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro e il nuovo Rettore dell'università degli studi Aurelio Tommasetti.

Tra i primi ad arrivare il governatore Caldoro che, prima in entrare in sala, ha risposto ai giornalisti sul Patto di Stabilità e sulla crisi economica. ““Bisogna mettere fuori patto di stabilità, e fuori dalle regole strette dell'Europa, gli investimenti, che per me non fanno debiti, ma fanno crescere l'Italia.  Bisogna uscire dalla crisi, dalla quale non deve uscire solo la Campania, ma tutta l'Europa. L'Europa è fondamentale - ha sottolineato Caldoro - noi dobbiamo metterci in testa che le decisioni si prendono a Bruxelles e non si prendono nè a Naspoli, Roma o Milano. L'Italia - ha aggiunto - deve alzare la voce".  

Poi ha proposto lo scioglimento delle regioni: "Penso che il Paese abbia già troppi livelli decisionali e credo che le Regioni debbano sciogliersi e rinascere come sono nate, come grandi macroaree di pianificazione che non possono avere bilanci e che non possono essere piccoli stati in un Stato. Se pensiamo ad uno Stato federalista - ha aggiunto - lo Stato diventa leggero come in Germania. Le regioni - ha spiegato - non devono avere bilanci pesanti, devono trasferire i loro poteri gestionali e devono essere solo grandi Enti di programmazione e pianificazione al servizio dei cittadini, in rete col buon senso e il modo dell'impresa. Bisogna avere il coraggio di rinnovarsi".

Ad aprire i lavori ci ha pensato il presidente Maccauro: “Ci siamo incamminati da tempo in un'azione di proposizione autonoma ed apartitica, affiancando ad un'azione sindacale d'impresa quella di un'innovativa rappresentanza, orientata alla costruzione di capitale sociale e di buone pratiche civiche, economiche e produttive. Questo è il ruolo che i corpi intermedi devono assumersi. Stiamo lavorando costantemente alla messa a punto di un sistema di rete territoriale che sintetizzi le competenze della rappresentanza imprenditoriale, del sistema bancario e della buona amministrazione per dare al territorio gli elementi necessari ad avviare un processo di crescita virtuosa'. A pensare alla desertificazione industriale e sociale cui stiamo assistendo, si dovrebbe solo piombare nel più cupo e avvilente sconforto. Da imprenditori, però, in questa fase di declino e di grandi cambiamenti nei partiti politici italiani ci iscriviamo e ci candidiamo alla guida del partito della resilienza.

"La resilienza, secondo i principi della scienza dei metalli - sottolinea Maccauro - indica la capacità di un metallo di resistere alle forze che vi vengono applicate e, più in generale, la capacità di un materiale di resistere agli urti senza spezzarsi. La natura, dunque, ci ha fatto resilienti, con l'attitudine cioè ad affrontare le avversità della vita provando a superarle. Come i metalli, quindi, possiamo piegarci ma non ci spezzeremo. Chiediamo anche a tutta la comunità di questo territorio di essere resiliente perché dovrà essere in condizione di "allargare e allungare" lo sguardo in maniera "intelligente" per affrontare le sfide cruciali che ci attendono. Queste sfide sono difficili da vincere, ma abbiamo il dovere morale di provarci, unendo forze, risorse e intelligenze, ripartendo con onestà intellettuale compiti, responsabilità e sacrifici. Dobbiamo tornare a camminare. Anzi, a correre". Maccauro nel corso dell'assemblea ha lanciato una serie di proposte operative alla Regione Campania.

"In relazione al "Fondo di sviluppo per le imprese" costituito dalla Regione ha auspicato al più presto la pubblicazione delle "Linee Guida" per renderlo immediatamente operativo, ed ha avanzato la richiesta di aumentare la dotazione del Fondo e di elevare il tetto della partecipazione nel capitale delle imprese ad almeno 1.000.000 di euro, anche sulla base dell'esperienza portata avanti con successo in Trentino Alto Adige dove la Regione ha appostato in bilancio per lo stesso obiettivo 500 milioni di euro". Ulteriore best practice richiamata da Maccauro quella messa in campo dalle Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto "che hanno costituito un'unica Sgr con l'obiettivo, tra gli altri, di supportare le aziende con un fatturato compreso tra 10 e 100 milioni".

"Sarebbe possibile - ha chiesto Maccauro - immaginare una operazione equivalente per i nostri territori ricercando la collaborazione, per esempio, delle Regioni Puglia o Basilicata?". Per implementare la disponibilità di capitali esteri Maccauro ha proposto alla Regione Campania "l'attivazione di una task force per l'attrazione sui temi più rilevanti (fiscalità, semplificazione amministrativa, infrastrutture, occupazione) per preparare al meglio la localizzazione di possibili nuovi investimenti nell'ambito più generale del piano del Governo Destinazione Italia". Maccauro ha fatto riferimento, inoltre, alla necessità di sostenere le start up attraverso il meccanismo dei "Business Angels". "Utile, a tal proposito - ha specificato - sarebbe impegnarsi per costituire un comitato composto da soggetti istituzionali, sistema camerale, bancario e associazioni categoriali che possa proporsi come facilitatore di tante start up nel trovare Business Angels interessati ad entrare nel loro capitale. Una volta tanto avremmo costituito un comitato "per" qualcosa e non "contro" qualcosa o qualcuno".  

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