"Riaprire le attività a stretto contatto con il pubblico? Follia": le proposte della Claai di Salerno

Per il presidente Ferrigno sarebbe opportuno ricorrere ad un salario indifferenziato di sostegno per le categorie interessate allo slittamento delle riaperture, nonchè intervenire sulle locazioni ed essere severissimi contro gli abusivi

Mentre c'è chi auspica l'immediata riapertura delle attività di ristorazione, c'è chi, con prudenza e ponendo come priorità la salute pubblica, si mantiene cauto e pensa a nuove forme di assistenzialismo per quelle categorie che, a differenza di altre, dovranno ancora attendere prima di ripartire. Come il presidente della Claai di Salerno, Gianfranco Ferrigno: "Non è utile la guerra che si sta creando tra panettieri e pizzaioli, parrucchieri e altri: non c'è ancora una cura certa e sicura, si parla solo di campionature statistiche, non c'è il vaccino. Penso che chi stia strumentalizzando la rabbia, comprensibile, di alcuni lavoratori, non consideri l'unica possibile ipotesi di risoluzione: avviare serie politiche di assistenzialismo per alcune specifiche categorie - ha sottolineato Ferrigno - Bisogna mantenere degli standard di sicurezza, il distanziamento e tutti i dispositivi utili. I ritardi del Governo ci sono stati, ma la soluzione non può essere: apriamo tutto. Occorre che ci sia un intervento a sostegno di chi alza in ritardo le saracinesche, in particolare un intervento assistenziale generalizzato". 

Le proposte

Fondamentale, per la Claai di Salerno, inoltre, fare appello ai sindaci affinchè puntino a reprimere le azioni che vengono fatte fuori norma dai parrucchieri e estetisti a domicilio, "più rischiosi di chi apre". "I dati internazionali dimostrano che non siamo a contagio zero, in molti Paesi c'è stata una ricaduta e le nostre strutture non avrebbero la forza di gestirla - incalza il presidente della Claai -Ritengo sia più che legittima la voglia di tornare al lavoro, ma non possiamo rischiare una bomba sulla salute della comunità. Anche se il Governo non si è distinto per strategie innovative, pure nella fase di identificazione del virus, se non c'è certezza scientifica dei virologi, in questa situazione, dove alcuni esercizi sono un posto di aggregazione naturale, servono linee guide specifiche". Secondo Ferrigno, quindi, occorre abituarsi a un nuovo modo di vivere e di lavorare. In merito alla proposta di alcuni parrucchieri di rialzare le saracinesche mantenendo distanze di sicurezza e sanificando, Ferrigno osserva: "E' vero che sarebbe possibile mantenere distanza tra le poltrone e quindi tra le clienti,  ma resterebbe inevitabilmente il contatto ravvicinato tra acconciatore e cliente. O, ancora, immaginiamo una massaggiatrice: che tipo di distanze dovrebbe prendere e come? Mascherine e guanti non rendono immuni, come è stato ribadito, per cui non possono rappresentare la soluzione".

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Le conclusioni

Per Ferrigno, in conclusione, sarebbe opportuno ricorrere ad un salario indifferenziato di sostegno finchè non venga trovata la cura del virus, per le categorie interessate allo slittamento delle riaperture. Ancora, necessario risulta intervenire sulle locazioni ed essere severissimi nella lotta ai pericolosissimi abusivi. Non appena il Ministero della Salute fornirà linee guida certe e chiare per la prevenzione rivolte alle attività, allora, e solo allora, secondo la Claai, sarà sensato ripartire per i lavoratori che svolgono le loro mansioni a stretto contatto con il pubblico.

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