Il Comune di Salerno al primo posto tra i "cattivi pagatori": esplode la polemica

L' Università Cattolica di Milano ha condotto uno studio sulla efficienza della P.A. largamente intesa, relativamente ai pagamenti effettuati nei limiti temporali previsti dalla legge

La classifica

Il Comune di Salerno è in cima alla classifica nazionale dei cattivi pagatori. E’ quanto emerge da uno studio approfondito condotto dall'Università Cattolica di Milano sulla efficienza della Pubblica Amministrazione, largamente intesa, relativamente ai pagamenti effettuati nei limiti temporali previsti dalla legge. In particolare,  l'Amministrazione guidata attualmente  dal sindaco Enzo Napoli  paga con un ritardo di 108 giorni rispetto alle scadenze i propri fornitori.

I dati

I comuni sopra i 60mila abitanti sono in larga parte cattivi pagatori, con un ritardo medio ponderato di 12 giorni e 69 amministrazioni ritardatarie su 105 (65,7 per cento). Tra i comuni più lenti compaiono i comuni di Salerno (108 giorni di ritardo rispetto alla scadenza), Alessandria (99) e Andria (96). Si distinguono invece come ottimi pagatori i Comuni di Verona (28 giorni di anticipo rispetto alla scadenza), Trento (24) e Bergamo (18).

La polemica

A prendere di mira il modus operandi dell’amministrazione progressista è il capogruppo di Forza Italia Roberto Celano: “In questo modo contribuisce a mettere in ginocchio aziende e, dunque, l'economia locale”. Poi ricorda: “In occasione della recente approvazione del Conto Consuntivo 2018 misi in risalto l'incredibile difficoltà dell'Ente a far fronte ai propri impegni, nonostante il massiccio ricorso all'opportunità fornita dal D.L. 35 ed a normative più recenti, con consistente indebitamento con la Cassa Depositi e Prestiti per qualche centinaia di milioni di euro per pagare i fornitori e nonostante il perenne ingente ricorso all'Anticipazione di Tesoreria, ormai utilizzata come fonte ordinaria di finanziamento per l'Ente. Il Comune di Salerno versa, ormai, in uno stato di dissesto mascherato. Si sprecano risorse, si tartassano i contribuenti, si offrono servizi indecenti alla cittadinanza. È ormai giunto il momento di togliere il disturbo” conclude Celano.

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