Confesercenti Angri: detassare le nuove attività e rimodulare i costi degli affitti di locali commerciali

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

Un contributo per compensare Imu, Tari e Tasi.

La proposta già raccolta da molti comuni, viene ora lanciata dall'Associazione di Categoria angrese. Il presidente Aldo Severino: "un aiuto consistente per non assistere alla desertificazione commerciale del paese".

La legge ovviamente non consente ad un'amministrazione locale di non far pagare le tasse, ma un modo di azzerare le varie addizionali come l'imu, la tasi e la tari, potrebbe essere quello di concedere un contributo pari alle tasse versate dalla singola impresa che nasce, quella start up per intenderci. Un toccasana, per coloro i quali non vogliono investire a causa della stagnazione dei consumi e degli ordini, poichè nessuno spende più e i consumatori hanno paura di farlo, e contemporaneamente, un potente segnale di fiducia, nonché un sostegno per tutti coloro i quali vedono nel campo dell'imprenditoria l'unica uscita possibile per l'occupazione. In più si darebbe certezza ad un territorio che lentamente sta morendo, un territorio che piano piano sta vedendo il suo declino, la sua desertificazione commerciale.

Si chiede, quindi, all'amministrazione guidata dal Sindaco Mauri - dichiara il presidente Severino - di tenere conto di queste richieste: magari per un periodo di un anno e indicendo un bando ad hoc: tutte le start up, che ne fanno richiesta e che partecipano al bando, avranno un contributo pari alle imposte versate, sgravandole così da tasse e balzelli vari che ad inizio attività sviliscono e allontanano gli investitori dal territorio. Aprire oggi una nuova attività risulta sempre più complicato, lungo e costoso. Per tali motivi si avanza questa proposta: contrastare siffatta tendenza negativa e facilitare così l'apertura di nuove aziende sul territorio. Si spera che tanti altri amministratori di comuni vicini, prendano spunto da queste considerazioni e trovino gli strumenti per facilitare chi vuol fare impresa, che rimane ancora l'unica risorsa economica in cui trovare rifugio.Allo stesso tempo il presidente dell'Associazione di Categoria angrese, lancia un altro grido d'allarme. E' pur vero che la legge non consente di farlo, ma chi è affittuario di un locale commerciale e ha stipulato un contratto di locazione in tempi in cui tutto andava bene, ora deve avere la possibilità di ridiscutere quello stesso contratto con la proprietà, andando a rimodulare il tutto con costi e prezzi adeguati all'andamento del mercato di crisi che si sta vivendo.

Insomma, si cercano risposte concrete, per uscire da un periodo il quale ormai trasmette unicamente paure ed incertezze che possono essere fugate solo attraverso iniezioni di fiducia e di sostegno, al fine di generare segnali, anche se piccolissimi, di positività.

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