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Edilizia salernitana, il grido di Lombardi (Ance): "Siamo ai titoli di coda"

"Troppi ritardi di politica e istituzioni: l'edilizia rischia di morire". Questo il pensiero del presidente di Ance Salerno, Antonio Lombardi, alla presentazione dell'analisi qualitativa semestrale del settore dell'edilizia di questa mattina

"Troppi ritardi di politica e istituzioni: l'edilizia rischia di morire". Questo il pensiero del presidente di Ance Salerno, Antonio Lombardi, alla presentazione dell'analisi qualitativa semestrale del settore dell'edilizia di questa mattina. Secondo Lombardi le responsabilità, "hanno il colore di tutta la politica e di larga parte della filiera istituzionale di questa nostra disastrata regione. Non è quindi, una questione di schieramenti partitici".  Riflettori puntati, dunque, sull'agonia delle piccole imprese del settore edile che si ritrovano nel mezzo di una tempesta che per loro non accenna a passare perchè nessuno, meno che meno banche e istituzioni, intende realmente stendere una rete di emergenza, accoglierle e sostenerle.

E' quanto emerge dai dati elaborati dal Centro Studi di Ance Salerno che certificano la condizione di enorme difficoltà della stragrande maggioranza delle imprese di costruzioni che operano nella nostra provincia: quelle con un fatturato inferiore a cinque milioni di euro. "E' questo il quadro di sintesi - conclude Lombardi - che consente di rendersi conto di quella che è diventata una vera e propria emergenza: l'edilizia non può piu' attendere i tempi della politica e della macchina amministrativa che continua a fare ostruzionismo burocratico, piuttosto che svolgere con competenza e celerità il proprio mestiere".

I dati:
Il report è stato presentato dal Presidente di Ance Salerno, Antonio Lombardi, e dai ricercatori Paolo Coccorese, Pasquale Persico, Ernesto Pappalardo e Maria Paolillo. Lo scenario per il secondo semestre del 2014 del comparto delle costruzioni si conferma difficile soprattutto per le imprese con un fatturato inferiore a 5 milioni di euro, il segmento maggiormente rappresentativo del settore in provincia di Salerno. Dopo aver previsto un primo semestre 2014 nettamente migliore rispetto al secondo semestre 2013, il sentiment espresso per i secondi sei mesi dell'anno in corso ritorna ai valori negativi dei primi mesi del 2013. A peggiorare il quadro, la mancata attivazione di nuovi investimenti pubblici, nella fragile ripartenza del mercato immobiliare e nella persistente restrizione del merito creditizio. Nella fascia di imprese con un fatturato inferiore a 5 milioni di euro il campione intervistato fa registrare un indice previsionale per i prossimi sei mesi in territorio negativo per produzione (-42,65); fatturato (-42,65); ordini e contratti (-29,41); occupazione (-39,71). Questo gruppo di imprese segnala inoltre l'aumento del costo del lavoro (11,76); delle materie prime (22,06); delle spese dirette di cantiere (17,65) e delle spese generali (16,18). Il panorama previsionale cambia totalmente se si analizzano le risposte delle imprese comprese nelle fasce di fatturato tra 5 e 20 milioni e oltre i 20 milioni. Le aziende di questi due sottoinsiemi incidono sul campione della ricerca soltanto per il 30%. Nella fascia di imprese che fatturano tra i 5 e i 20 milioni ritornano in campo positivo le previsioni inerenti il secondo semestre 2014 - sebbene non ai livelli dei trend individuati per il secondo semestre 2013 - per gli indicatori di produzione (33,33); fatturato (33,33); ordini e contratti (33,33); occupazione (22,22). Queste stesse imprese indicano, inoltre, una riduzione di costo del lavoro (-7,41); costo delle materie prime (-18,52); spese dirette di cantiere (-7,41); spese generali (-11,11). Nelle risposte delle imprese con un fatturato superiore ai 20 milioni ci sono valori in campo positivo che superano anche l'indice inerente il secondo semestre 2013: produzione, fatturato, ordini e contratti fanno segnare il valore-indice di 60; in netta ripresa anche l'occupazione con il valore 40.

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