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Emergenza caldo, Cisl Salerno: "Assistenza ai soggetti sensibili"

Il segretario provinciale Giovanni Giudice chiede interventi concreti a Provincia e Comune, per assistere e tutelare, in vista del caldo afoso di questi giorni, i soggetti sensibili e le persone anziane

Fa appello al Comune e alla Provincia di Salerno, la Cisl, affinchè vengano promosse iniziative a favore delle persone a rischio, con l'arrivo del caldo e dell'afa. “Bisogna dare vita a prestazioni mirate destinate agli anziani, e non solo, che in questo periodo sono fortemente a rischio per le alte temperature. - ha esordito il segretario provinciale della Cisl, Giovanni Giudice -  Servono professionalità mirate e per questo  medici specializzati e cooperative di giovani che, al contempo, possano iniziare a confrontarsi con il mondo del lavoro”. Vuole vederci chiaro sugli interventi attivati dagli enti, infatti, la Cisl che auspica un confronto con gli assessori con delega alla Politiche Sociali della Provincia e dei 158 Comuni del territorio.

“Le esperienze fatte nel passato vanno evitate. C’è bisogno di interventi importanti a favore delle fasce più deboli, che possano essere elargite solo attraverso un miglior controllo del territorio provinciale. - continua Giudice -  Un monitoraggio delle problematiche connesse al caldo afoso potrebbe essere utile per intervenire in modo tempestivo e salvare le vite di molte persone." Necessario,  per Giudice,  un cambio radicale fondato su trasparenza, certezza delle prestazioni, efficienza organizzativa e controllo sociale qualitativo e quantitativo. "Queste richieste potrebbero essere esaudite solo se strutture pubbliche, cooperative sociali, mondo del volontariato e associazioni per la terza età come l’Anteas sono capaci di dare vita ad una sinergia senza pensare al risultato personale, il tutto per il bene della comunità salernitana”, ha aggiunto il segretario.

Puntare sulla prevenzione e sull’integrazione socio sanitaria, quindi, è la strategia da adottare secondo la Cisl: "Concretamente gli enti comunali e l’amministrazione provinciale dovrebbero fornire, d’intesa con l’azienda sanitaria locale, ai medici di base l’elenco delle persone in età avanzata che vivono sole e che, nella nostra provincia, sono oltre 20mila. Tutte queste persone dovrebbero essere contattate almeno con frequenza settimanale dal proprio medico. Meglio sarebbe se ricevessero anche qualche visita domiciliare."

Potenziare e ampliare l’assistenza domiciliare, è un altro importante obiettivo da raggiungere: "Elemento imprescindibile – conclude Giudice - sarà istituire un Telefono Amico per gli anziani soli o in difficoltà che abbia le molteplici finalità di ridurre il fenomeno dell’isolamento di questa fascia della popolazione, aumentare la sorveglianza sui soggetti fragili, mediante telefonate fatte dai volontari in orari concordati con l’anziano, ed eventuali sopralluoghi al suo domicilio in caso di mancata risposta, coordinamento e raccordo con il servizio di telesoccorso, raccolta e segnalazione ai servizi sociali delle situazioni di bisogno e delle richieste di aiuto degli anziani ed il potenziamento degli interventi di sostegno domiciliare con operatori socio-sanitari e socio-assistenziali".

 

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