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Quattrocento alberghi chiusi nel salernitano: la precisazione di Gagliano

Ad annunciarlo è la presidenza provinciale di Federalberghi tramite una nota ricevuta anche dal segretario nazionale del Sinlai (Sindacato Nazionale Lavoratori Italiani) Valerio Arenare

Circa 400 strutture ricettive della provincia di Salerno non riapriranno più i battenti. Ad annunciarlo è la presidenza provinciale di Federalberghi tramite una nota ricevuta anche dal segretario nazionale del Sinlai (Sindacato Nazionale Lavoratori Italiani) Valerio Arenare.

L’appello

Nel mirino finisce la gestione della Fase 2 da parte delle istituzioni: “Lo stop forzato, la mancanza di aiuti concreti, l'incertezza circa le modalità ed i protocolli di riapertura, unitamente ad una ormai sistematica mancanza di turisti, ha messo in ginocchio il settore, costringendo centinaia di attività a chiudere. Si potrebbe dire, parafrasando un noto scrittore, che - sottolinea Arenare - si tratta della cronaca di una fine annunciata, visto che l'incompetenza del governo aveva manifestato immediatamente l'impossibilità di fronteggiare una crisi di tale portata. Inutile nascondere - conclude Arenare - che si tratta di un colpo durissimo per la già precaria economia della zona, la quale traeva proprio da turismo la sua maggiore fonte di sostentamento”.

La precisazione di Gagliano:

Preciso di non aver mai detto una cosa del genere. Ho semplicemente dichiarato, basandomi su dati oggettivi e continui confronti con i nostri associati, che aspettare il 3 giugno per conoscere cosa succederà ai confini regionali significa che probabilmente le strutture ricettive del salernitano (80 posti letto in media, strutture non piccole) non saranno operative prima di luglio, poiché mediamente ci sarà bisogno di 2/3 settimane per organizzare, sanificare, assumere il personale e promuovere l’apertura ai clienti che, logicamente, non aspettano fuori la porta. Ribadisco ancora una volta che l’intenzione della maggior parte degli albergatori provinciali è quella di aprire non appena ce ne saranno le condizioni di sostenibilità, Magari in forma ridotta ma comunque garantendo la presenza sul territorio e l’occupazione dei lavoratori.

  

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