Rapporto sulla filiera dei Beni Culturali, i dati della Camera di Commercio

Molte risorse, poca sinergia: "L'indagine fa emergere, anche per questo ambito, la scarsa propensione delle nostre imprese ad aggregarsi e fare rete", spiega il presidente Arzano

Numerose e valide risorse, ma poca sinergia tra imprese ed enti. Questo il dato emerso dall'indagine sulla filiera dei Beni Culturali in provincia di Salerno, presentata presso la Camra di Commercio. "L'indagine - ha spiegato il presidente dell'ente camerale, Guido Arzano – fa emergere, anche per questo ambito, la scarsa propensione delle nostre imprese ad aggregarsi e fare rete. In tal senso l'ente camerale ha da tempo avviato una serie di strategie per attivare e reperire risorse con l'obiettivo di stimolare dinamiche aggregative e propositive. Siamo convinti che una delle direttrici di marcia fondamentali possa essere quella della realizzazione di un parco tematico in ambito archeologico e artistico nella piana del Sele: riteniamo che in questo modo si possano cogliere le ricadute positive di uno dei principali attrattori del turismo culturale nel sud come i Templi di Paestum".

Nonostante il sistema culturale salernitano rappresenti il 16,2% del valore aggiunto e il 19,1% del totale degli occupati (oltre 65 mila addetti), e coinvolga il 28,5% del totale delle imprese attive (oltre 21mila unità), la nostra provincia si posiziona solo a metà classifica tra le province italiane per contributo economico della filiera culturale al Pil. Su un campione di 200 imprese del sistema culturale salernitano, inoltre, la maggior parte di queste non appare consapevole di partecipare alla produzione di beni, contenuti e servizi culturali: "in media, esse attribuiscono ad attività di valorizzazione del patrimonio culturale meno della metà del loro fatturato (44,5%) e il 17% del personale, quote che scendono rispettivamente al 33,0% e al 13,4% per il core culturale", si legge dal rapporto.

Scarsa, anche l'innovazione: poco più di un’impresa culturale su quattro ha realizzato investimenti nell’ultimo triennio. Tra i principali fattori di ostacolo alla crescita del sistema, le imprese indicano l’inadeguata disponibilità di risorse finanziarie e finanziamenti pubblici, gli oneri burocratici e una scarsa valorizzazione del settore da parte delle istituzioni. Ad ogni modo, tra il 2001 e il 2009, il sistema culturale integrato della provincia di Salerno registra una crescita  del 4,1% medio annuo, più sostenuta di quella dell’economia provinciale nel suo complesso e di quella del settore culturale nazionale.



 



 

 

 

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