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Venerdì, 20 Maggio 2022
Economia Laureana Cilento

Vertenza operai Alento Montestella, a rischio 142 posti di lavoro

L'allarme lanciato dal presidente della comunità montana e sindaco di Omignano Emanuele Giancarlo Malatesta: "Servono ulteriori 1 milione e 300mila Euro per garantire gli attuali livelli occupazionali"

Risorse aggiuntive per la tutela del territorio e per il mantenimento dei livelli occupazionali nel settore forestale: questa la richiesta della comunità montana Alento - Montestella alla giunta regionale della Campania. “Abbiamo inviato la richiesta alla giunta regionale – spiega il presidente della comunità montana e sindaco di Omignano Emanuele Giancarlo Malatesta – per portare a conoscenza degli amministratori le gravissime difficoltà del settore forestale e della salvaguardia del territorio con dirette, drammatiche, conseguenze sul futuro occupazionale di un rilevante numero di lavoratori a tempo indeterminato”.

Sono 142, si legge in una nota stampa emessa dalla comunità montana, gli operai idraulico - forestali il cui posto di lavoro è a rischio. Nei giorni scorsi si è tenuto un tavolo tecnico a Laureana Cilento con le organizzazioni sindacali della categoria: "Dopo di allora – continua Malatesta – abbiamo deciso di far conoscere nello specifico ai nostri amministratori regionali le conseguenze pratiche dei tagli operati al piano di forestazione 2011”.

La giunta regionale, si legge nella nota stampa, ha stanziato 80 milioni di Euro contro i 92 previsti dalla cabina di regia e a fronte dei 104 ritenuti indispensabili: "In assenza di diverse disposizioni da parte della regione – denuncia Malatesta – si rende di fatto impossibile garantire il tempo indeterminato per l’anno 2011 ai 142 lavoratori idraulico - forestali attualmente in servizio. Il fabbisogno delle risorse aggiuntive di cui avremmo bisogno è di 1 milione e 300mila Euro”.

Senza questa cifra, afferma Malatesta, sarà impossibile mantenere gli attuali livelli occupazionali: "Questi operai tra l’altro – chiosa Malatesta – sono già da alcuni mesi senza stipendio determinando così uno stato di agitazione continuo con gravi ripercussioni sul regolare svolgimento del servizio”.

Alla situazione di crisi determinata dal minor gettito monetario trasferito dalla regione alla comunità montana si è aggiunto anche il mancato spostamento delle risorse provinciali già assegnate e il mancato finanziamento dei progetti dei bandi PSR: “Siamo in una situazione di non ritorno – conclude Malatesta – è il momento che ci siano immediate decisioni positive sia per i lavoratori coinvolti direttamente nella vertenza sia per il territorio che non può sopravvivere senza il fondamentale servizio di forestazione”.

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