Parrucchieri e barbieri riaperti a giugno: l'ira del settore, la Cna incontra il Prefetto

Abbiamo ascoltato numerosi parrucchieri salernitani: tutti sono pronti a riaprire in sicurezza. L'appello contro gli abusivi

C'è chi ha difficoltà a mettere il piatto a tavola, perchè i 600 non sono ancora giunti e in ogni caso non risultano risolutivi per supportare i lavoratori. E c'è chi, dopo l'annuncio del Governo di poter riavviare l'attività solo dal 1° giugno (che per molti sarà il 3 giugno tra riposi settimanali e festività del 2 giugno ndr) ha ricevuto l'ennesima doccia gelata, in un contesto emergenziale delicato che sta facendo registrare gravi ripercussioni economico-sociali sull'intera categoria. Sono tempi duri, questi, anche per i parrucchieri e gli acconciatori. Delusi per il posticipo della riapertura e preoccupati per il dilagare dell'abusivismo e il futuro delle loro attività e dei dipendenti, i protagonisti del settore della bellezza hanno espresso tutto il loro malcontento.

L'appello

In particolare, Sergio Casola, amministratore de I Casola Consulenti di Bellezza e vice presidente nazionale benessere e sanità CNA, ha espresso a nome di artigiani del settore benessere, parrucchieri, barbieri ed estetiste, volontà immediata di ripartire: "Abbiamo sempre contato sulle nostre forze come artigiani, certamente i 600 euro non possono rappresantare la risoluzione per i tanti colleghi che da due mesi hanno dovuto sospendere la loro attività-  ha osservato - Come Cna abbiamo chiesto un incontro al Prefetto per poterci confrontare. Vorremmo evitare lotte tra poveri, ma sappiamo che adesso, con la maggiore mobilità consentita e con il riavvio dal 4 maggio di numerose attività lavorative, gli abusivi agiranno di più ed indisturbati, mentre i parrucchieri regolari saranno costretti a restare a casa, perdendo entrate e clienti. In tal senso risulta necessario incrementare i controlli per scongiurare che la piaga già diffusa dell'abusivismo si diffonda ancor di più - incalza Casola - L'appello è per l'anticipazione della riapertura, per l'11 maggio o al più tardi per il 18 maggio. Ci siamo già organizzati per mantenere le distanze, alternando anche la turnazione dei dipendenti, garantendo la distanza di sicurezza tra le postazioni, sterilizzando sistematicamente tali postazioni e sanificando gli ambienti prima dell'apertura". Inoltre Casola sottolinea come gli acconciatori abbiano già provveduto a dotarsi di mascherine per clienti e operatori e del detergente e come siano disposti a modificare gli orari di lavoro, allungandoli per diluire la clientela nel corso della giornata e lavorando, magari, dal lunedì al sabato.

Le mosse della Cna

Domani , 28 aprile alle ore 10, la Cna di Salerno incontrerà il Prefetto di Salerno, Francesco Russo per definire ulteriori misure restrittive sull’abusivismo nel settore della bellezza a rischio paralisi.  Sua Eccellenza sollecitato dal Presidente della Cna di Salerno, Lucio Ronca, ha manifestato immediata disponibilità ad un incontro virtuale per discutere della crisi di migliaia di acconciatori ed estetiste della provincia di Salerno. “In un momento come questo dobbiamo essere coesi e lavorare per tutti” – ha detto Lucio Ronca nel coinvolgere la massima autorità governativa che opera in provincia di Salerno.  “Lo riteniamo un passaggio importante, indispensabile e necessario”, ha aggiunto ancora il presidente regionale della Cna Benessere e Sanità, Sergio Casola che parteciperà, insieme a Ronca, alla video conferenza. La Cna di Salerno ha già raccolto la disponibilità del Prefetto a rafforzare i controlli contro l’abusivismo, attraverso l’azione capillare della polizia municipale dei comuni dell’intero territorio salernitano, da Scafati a Sapri. Alla web conference parteciperà anche un esponente dell’Anci , l’Associazione Nazionale Comuni Italiani, come voluto dallo stesso Prefetto, ben consapevole dei rischi socio-economici che sta creando l’emergenza sanitaria generata dal Covid19.  La notizia dell’apertura per acconciatori ed estetiste al 1 giugno ha creato un ulteriore allarmismo nella categoria. “Dobbiamo difendere i nostri acconciatori e le nostre estetiste, il comparto è in ginocchio - hanno fatto notare Massimo Selce e Loretta Capaccio, rappresentati provinciali di parrucchieri ed estetiste Cna- perché è chiuso da troppo tempo”. Dalla Cna fanno sapere che la data del 1° giugno non è scritta nel DPCM del 26 aprile  e questo ci fa aprire un piccolo spiraglio. E’ anche per questo che CNA scriverà anche al presidente della Giunta Regionale della Campania, Vincenzo De Luca per chiedere un maggiore sostegno ad anticipare la riapertura. “Confidiamo nell’appoggio del nostro Presidente De Luca per anticipare la decisione del Governo di farci riaprire le botteghe tra cinque settimane- ha concluso Casola – non possiamo procrastinare di così tanto tempo la ripresa delle nostre attività produttive”.

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Parlano i parrucchieri salernitani

"Siamo tutti pronti per ripartire - ha detto Lello Fortunato - Ci siamo organizzati investendo nei dispositivi di protezione: nel nostro negozio abbiamo 24 posti e 8 lavaggi, per cui riusciremo a distanziare i clienti a 4 metri. E' impensabile concederci di riaprire solo a giugno: perchè gli altri sì e noi no? Lo slogan #andràtuttobene non è rispondente al reale: se ci rimbocchiamo le maniche, andrà bene. Noi stiamo investendo ma ci devono dare la possibilità di lavorare: i 600 euro ad oggi non sono ancora arrivati, ma in ogni caso non possono risolvere nulla. Io ho aiutato i ragazzi che lavorano con me nei limiti delle mie possibilità, ma sto sentendo colleghi disperati che non hanno un piatto a tavola". E Alfonso D'Angelo incalza: "Per un negozio non ampio come il mio, quando riapriremo, dovrei ricevere un cliente per volta, rispettando il criterio dei metri quadri che sta circolando? E' assurdo: la distanza del metro la mantengo senza problemi, ma che almeno mi sia concesso di lavorare con due clienti alla volta, altrimenti i guadagni saranno minimi. Non sarebbe meglio dotarsi di cabine in plexiglass e di separatori anche al lavaggio magari? Così, in sicurezza, il lavoro potrà essere svolto senza danneggiare chi lavora, già fortemente penalizzato dall'attuale situazione". Intanto, Luca Crispino ha osservato: "Per la riapertura non abbiamo certezze. Non sappiamo quante persone alla volta possiamo gestire, come le dobbiamo gestire, quali precauzioni dobbiamo avere. Io mi sono organizzato in questo modo - rivela l'esercente -  Ho lavorato tutto il mese all'apertura di un e-commerce per la vendita di prodotti e soprattutto per la vendita di kit colore in modo da poter aiutare le persone a vedersi e sentirsi meglio. Ovviamente per chi acquista il kit facciamo anche una consulenza whatsapp in modo da capire quali sianole esigenze e quali gli obiettivi". Dino Della Monica dal canto suo non si sbilancia in quanto preferisce attendere disposizioni chiare dagli enti preposti, ma intanto rivolge un accorato appello alle forze dell'ordine: "Abbiamo certezza di parrucchieri abusivi che lavorano a domicilio: sono necessari maggiori controlli per non andare a danneggiare ulteriormente la nostra categoria. Inoltre, ricordo che siamo chiusi da due mesi: non sarebbe il caso che la sanificazione fosse a spese del Governo o, in alternativa, che potessimo provvedervi noi stessi per risparmiare almeno una spesa? Ho sentito di prezzi esorbitanti proposti da ditte del settore e al momento non siamo in grado di sostenerle". Ad attendere maggiori delucidazioni prima di mettersi all'opera, tra gli altri, anche Lavori in Corso di via Memoli e il parrucchiere dei vip di Contursi, Silvano Forlenza che conclude: "La vedo ancora lunga la salita: nessuna certezza economica e lavorativa per noi. Aspettiamo".

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