Economia

Sviluppo e occupazione, patto tra Confindustria e sindacati

Un patto per lo sviluppo e l'occupazione è stato firmato da Confindustria e le sigle sindacali Cgil, Cisl, Uil e Ugl: tra le iniziative un bando per cento studenti meritevoli del territorio

La sede di Confindustria Salerno

Un patto per lo sviluppo e l'occupazione è stato sottoscritto a Salerno tra Confindustria e i segretari provinciali di Cgil-Cisl-Uil-Ugl. "Il protocollo d'intesa - hanno spiegato il presidente degli industriali salernitani Mauro Maccauro ed i segretari provinciali delle organizzazioni sindacali Franco Petraglia, Giovanni Giudice, Gerardo Pirone e Franco Bisogno - nasce dalla consapevolezza che la valorizzazione del capitale umano ed il potenziamento delle vocazioni e delle eccellenze del territorio sono fattori determinanti per l'attrazione di nuove realtà imprenditoriali e per la conseguente attivazione di ricadute positive in termini sociali ed economici".

Tra le iniziative previste rientrano la proposta di un bando finalizzato a favorire il percorso universitario di cento studenti "particolarmente meritevoli" residenti in provincia di Salerno ed in condizioni economiche svantaggiate (con almeno un genitore iscritto nelle liste di mobilità, in cassa integrazione guadagni o in disoccupazione da non oltre 12 mesi) e l'attivazione di un tavolo di confronto con l'Asi (Consorzio di Sviluppo dell'Area Industriale di Salerno) finalizzato a favorire e semplificare l'iter tecnico-amministrativo per l'avvio di nuove iniziative imprenditoriali.

"E' un documento perfettamente in linea con l'invito del presidente del consiglio Mario Monti - ha dichiarato il presidente di Confindustria Salerno Mauro Maccauro - a creare le condizioni più adatte per attrarre investimenti. Nella nostra provincia attraverso questo accordo si punta ad evitare conflitti tra le parti e, soprattutto, a migliorare il clima sociale attraverso buone relazioni industriali". "E' questa la strada - ha sottolineato Maccauro - per aumentare la produttività: imprese e parti sociali da sole non possono fare di più. E' il momento adesso di mettere mano alla revisione del cuneo fiscale, ma questo intervento non è nelle competenze del mondo economico e produttivo".

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