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Ance: "Il primo problema delle imprese edili è la lentezza della Pubblica Amministrazione"

L'indagine, frutto delle risposte date da un panel di 100 aziende divise per fatturato, ha analizzato le dinamiche del settore delle costruzioni nella provincia di Salerno

Le istituzioni sono troppo lente: questo è il risultato principale dell'indagine portata avanti dal Centro Studi Ance di Salerno. Per le imprese edili della nostra provincia la criticità maggiore risiede nella lentezza della macchina amministrativa che non riesce a dare risposte concrete in tempi accettabili. L'indagine, frutto delle risposte date da un panel di 100 aziende divise per fatturato, ha analizzato, quindi, le dinamiche del settore delle costruzioni nella provincia di Salerno. "Questa importante criticità - fanno sapere dal Centro Studi - è maggiormente avvertita dalle imprese con un fatturato superiore a 20 milioni di euro. Ma anche le aziende più piccole evidenziano la difficoltà relazionale con le P.A. Meno severo il giudizio, invece, delle imprese che fatturano tra 5 e 20 milioni di euro. Subito dopo si colloca la persistente stretta creditizia che si è rivelata negli anni della crisi ed anche in questa embrionale fase di ripartenza, particolarmente rigida nei confronti della filiera estesa delle costruzioni - continunano - In questo caso sono le realtà imprenditoriali più piccole a rilevare con maggiore intensità le difficoltà. Ma il tema dell’inadeguatezza delle professionalità operanti all’interno delle istituzioni emerge attraverso l’individuazione del terzo problema: la scarsa responsabilità/incompetenza dei quadri dirigenziali delle P.A. Due problemi in uno: da un lato la mancanza di risorse tecniche in grado di operare in maniera efficiente e,soprattutto, efficace; dall’altro la vera e propria fuga dalla firma di atti e pareri necessari all’attuazione dei provvedimenti e, quindi, alla realizzazione delle opere pubbliche programmate".

Rispetto alle precedenti rivelazioni, però, si è in presenza di un generale miglioramento del sentiment rispetto alle problematiche segnalate, molto probabilmene a causa di alcuni fermenti di ripresa. "Non sorprendono più di tanto – commenta il presidente di Ance Salerno Antonio Lombardi – i risultati delle interviste realizzate dal nostro Centro Studi con un campione delle imprese associate. È da tempo, infatti, che sosteniamo che il principale problema del Mezzogiorno e della Campania non è affatto la carenza di risorse pubbliche, ma, soprattutto, la scarsa capacità di spesa derivante da una macchina amministrativa lenta e spesso poco competente rispetto alla gestione delle procedure per la realizzazione delle opere programmate. Ora – continua il presidente – le imprese della filiera delle costruzioni mostrano un atteggiamento maggiormente fiducioso perché emergono segnali allo stato nascente di una possibile inversione di tendenza, anche se in larga parte dovuta, nel settore edilizio, a quanto le aziende stanno facendo da sole: cogliere, in attesa di investimenti pubblici annunciati ma mai partiti, la micro/domanda privata derivante dagli sgravi fiscali destinati alle ristrutturazioni ed all’efficientamento energetico. In maniera coerente con questo tipo di analisi i risultati dell’indagine qualitativa del nostro Centro Studi evidenziano un maggiore atteggiamento critico verso le P.A. delle imprese più grandi in attesa, pare di capire, di provvedimenti operativi più sostanziali in termini di opere pubbliche. Insomma – spiega Lombardi – sono i piccoli e i piccolissimi che stanno principalmente movimentando lo scenario delle costruzioni, nonostante non sia ancora cambiato l’approccio del circuito del credito che non consente in maniera diffusa di porre mano agli indispensabili piani i ristrutturazione del debito. Non resta quindi che auspicare una profonda revisione delle procedure burocratiche/amministrative da un lato ed una vera accelerazione dei programma di spesa dei fondi europei della nuova programmazione che restano, al momento, l’unico bacino finanziario realmente disponibile per attivare un programma ampio ed articolato di investimenti pubblici dedicati al cruciale ambito delle infrastrutture: senza un radicale ammodernamento della rete logistica per il trasporto di persone e cose diventerà sempre più difficile per le nostre aziende competere sui mercati interni ed internazionali" conclude, infine, il presidente di Ance Salerno.

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