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Raffaele Bonanni

Raffaele Bonanni

Raffaele Bonanni a Salerno: "Gli investitori evitano il Sud"

Il leader della Cisl ha criticato "le tasse troppo alte" della Campania e la presenza della criminalità organizzata. Ha parlato anche della Fiat e del ddl anticorruzione

"Il problema qui non è il costo della manodopera, anche perché i livelli di retribuzione sono quasi polacchi se non addirittura romeni" va giù duro Raffaele Bonanni, leader della Cisl, nel suo appuntamento a Salerno, parlando difficile situazione occupazionale in Campania, dove scarseggiano gli investitori che preferiscono altre mete per avviare le proprie iniziative. "Quando qualcuno vuole investire qui - ha detto Bonanni - deve fare i conti con la camorra, con servizi inefficienti e costosi, con tasse locali superiori al nord del Paese".

Della situazione campana ha parlato anche il segretario regionale della Cisl Lina Lucci: "Sono due anni che la Cisl Campania prova a far decollare il contratto Campania. Sono due anni che è completamente fermo. Noi continueremo a chiedere al governatore Caldoro - ha detto Lucci - di fare un tavolo con i presidenti delle province, delle associazioni dei comuni, per tentare di stanare questi amministratori locali che non vogliono fare nulla per le loro collettività e che fingono di tenere a cuore il problema dei giovani, l'occupazione e la competitività del territorio".

Non poteva non parlare della Fiat nel suo appuntamento a Salerno il leader della Cisl Raffaele Bonanni: "Marchionne ci ha assicurato che nessuna fabbrica chiuderà in Italia. Ci incontreremo di nuovo il prossimo 30 ottobre per esaminare il programma che la Fiat intende portare avanti opificio per opificio. Il fatto che la Fiat non chiuda in Italia - ha detto Bonanni - per noi è un fatto positivo, alla luce delle notizie che giungono da altre fabbriche costruttrici di automobili europee che chiuderanno parecchi opifici nel continente".

"Credo che questo Paese abbia bisogno di una nuova cultura. Possiamo fare tutte le leggi possibili, ma c'è bisogno di un maggiore impegno civile - ha riferito Bonanni a proposito del ddl anticorruzione - Dobbiamo preparare di più i giovani alla legalità, c'è necessità di più formazione. I ragazzi hanno bisogno di riferimenti precisi e il sindacato si deve porre a riferimento presto. Norme sì - ha sottolineato - ma impegno più grande da parte di chi possiede una rete diffusa sul territorio".

 

 

 

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