Rottura tra Federfarma e sindacati, la Fisascat Cisl Salerno proclama lo stato di agitazione

Comunicato stampa Fisascat Cisl Salerno

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

Farmacie: non c’è intesa tra Federfarma ed i sindacati per il contratto nazionale di categoria. La Fisascat Cisl Salerno proclama lo stato d’agitazione in provincia ed annuncia iniziative di sensibilizzazione, di visibilità e di lotta a sostegno della delicata vertenza.
 
 
E’ terminato con una grave rottura delle trattative l’incontro di lunedì tra Federfarma e le organizzazioni sindacali dei dipendenti delle farmacie private per il rinnovo del contratto collettivo di categoria. “Dopo 20 mesi dalla scadenza del contratto”, ha detto Luisanna Pellecchia, segretario della Fisascat Cisl Salerno, “Federfarma non ha saputo far altro che una proposta economica che risulta insufficiente, non dignitosa e quasi provocatoria” offrendo, “dopo aver di fatto detto ‘no’ a tutte le richieste normative ed economiche presentate da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil” 90.00 euro lordi al primo livello ed una "una tantum" di 800 euro in tre rate a copertura del triennio 2010-2013.
Una proposta che, secondo la Fisascat Cisl, “arriva dopo tanto tempo e che non risponde alle legittime aspettative dei lavoratori che ogni giorno esprimono una altissima professionalità, operando nel presidio territoriale sanitario e in un settore molto delicato quale la dispensazione finale del farmaco”.
“Particolarmente inopportuna”, secondo il sindacato cislino, è la decisione della delegazione trattante di Federfarma di non consentire alcuna apertura sul welfare contrattuale (previdenza complementare ed assistenza sanitaria integrativa). Temi “fondamentali” per la Fisascat Cisl, su cui Federfarma “si era formalmente impegnata già dal precedente faticoso rinnovo e che senza ragioni plausibili ha disatteso clamorosamente.  In questo modo”, ha affermato la Pellecchia, “vanno ad aggiungere alla non volontà di investire sulla formazione, alla indisponibilità a valorizzare le professionalità intervenendo sulla classificazione del personale, ormai obsoleta rispetto alla evoluzione del servizio della farmacia ed alla insensibilità verso le tante lavoratrici madri, negando il diritto al part-time post maternità”.

La Fisascat Cisl afferma che, da parte loro, si è lavorato con disponibilità in questi mesi di trattativa cercando soluzioni che potessero agevolare la chiusura del negoziato. Ma in risposta Federfarma ha annunciato che procederà unilateralmente ad elargire il primo degli aumenti, 50 euro lordi, dal mese di ottobre 2011. I farmacisti pertanto meritano ed avranno, secondo Federfarma, un aumento inferiore a quelli previsti dai recenti rinnovi di contratto collettivo di categoria, tra cui ad esempio quello dei dipendenti di imprese di pulizia. Secondo la Pellecchia è evidente che “la gravità di una posizione pregiudiziale che tra l'altro non pare determinata da questioni oggettive di necessità di risparmio ma solo da una visione miope che nei fatti ignora l'evoluzione del servizio e l'esigenza di migliorarlo attraverso un investimento convinto sulle condizioni di lavoro dei quasi 32.000 dipendenti del settore”. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil proclamano così lo stato di agitazione, annunciando che attueranno, anche a Salerno, nei prossimi giorni iniziative di sensibilizzazione, di visibilità e di lotta a sostegno di questa vertenza, coinvolgendo addetti e istituzioni “al fine di ottenere un contratto dignitoso per tutti i lavoratori del settore”, ha concluso la Pellecchia.

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