Sabato, 18 Settembre 2021
Economia

Salerno è la terza città d'Italia dove si pagano più tasse: il report dei sindacati

Le citta' italiane le cui famiglie, invece, pagano meno tasse si trovano soprattutto al Nord-Est

"Reggio Calabria è il comune d'Italia dove si pagano piu' tasse con servizi inefficienti. Solo i fondi per il Recovery Fund possono accorciare il gap". E' quanto sostengono in una nota congiunta i segretari generali provinciali di Cgil, Cisl e Uil. "Un'altra analisi disastrosa - è detto nella nota - per Reggio Calabria. Stavolta e' l'Istituto Eurispes, il cui studio certifica che in riva allo Stretto, una famiglia media e' costretta a pagare l'ammontare complessivo di Irpef, Tasi, bollo auto, Tari e addizionali comunali e regionali all'Irpef per un totale annuo di 7.684 euro. Al comune di Reggio Calabria seguono quello di Napoli (7.658 euro l'anno) e quello di Salerno (7.648 euro l'anno). Le citta' italiane le cui famiglie, invece, pagano meno tasse si trovano soprattutto al Nord-Est. Emblematico il confronto fra le due Reggio: Reggio Emilia e Reggio Calabria, attraverso un apposito report intitolato "Una Reggio non vale l'altra - La Calabria tra rappresentazione e realta'' dell'Agosto 2020. La citta' emiliana, gode di molti piu' servizi e le e' riconosciuto un fabbisogno standard di 139 milioni d'euro, mentre a Reggio Calabria, con meno servizi, di 104 milioni. Vale a dire, 35 milioni in meno, nonostante la stessa abbia 9mila abitanti in piu' (la prima ne ha 171mila e la seconda 180mila). Ancora, come spesa per la cultura, a Reggio Emilia sono riconosciuti 21 milioni di euro e a Reggio Calabria solo 4".

Il divario Nord-Sud 

"Per l'istruzione, alla prima - riporta ancora la nota - sono concessi 28 milioni e alla seconda 9. Riguardo l'edilizia abitativa, alla prima delle due citta' sono elargiti 54 milioni e alla seconda 8 appena. Per le politiche sociali (disabili inclusi), a Reggio Emilia sono riconosciuti circa 40 milioni e a Reggio Calabria 17. Presso la prima vi sono poi 60 asili pubblici, mentre nella seconda solo 3, peraltro realizzati e mantenuti non da finanziamenti dello Stato ma comunitari. E in particolare, per gli asili nido, Reggio Calabria riceve 59 euro pro capite l'anno, mentre Reggio Emilia 2.400 euro pro capite (contribuendo, peraltro, come evidenziato dalla Svimez, all'aumento della disoccupazione femminile; al Sud del 20%: piu' che doppia rispetto al Centro-Nord e quasi tripla rispetto alla media europea). Un dato drammatico questo, se si pensa che tra le due citta' c'e' una differenza talmente sostanziale, da pensare di essere nel cuore di una questione meridionale mai risolta, dal post unita' d'Italia ad oggi". Per i sindacati "tramite le risorse del Recovery Fund, si deve cercare di rimettere in moto gli investimenti per far smovere il tessuto economico orami tramortito da pandemia e immobilismo amministrativo. Welfare, turismo, infrastrutture, mobilita' urbana, partecipazione e formazione al lavoro, commercio ed enogastronomia. Occorre puntare ai pilastri dell'amministrazione locale. Ma non con progetti sterili e che non intercetterebbero il 'paniere' per il Recovery - e' detto ancora nella nota - ma una reale attivita' partecipativa da parte del territorio della Citta' metropolitana e di tutti gli attori sociali che hanno il dovere di intervenire. Pronti, come sempre, a fare la nostra parte per una cabina di regia di fondi, idee e programmazione, per le sfide del futuro, per un territorio metropolitano che ha l'assoluto bisogno di efficientare servizi e apparato burocratico".

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