Gioco legalizzato, in Campania minorenne il 32% dei giocatori

Il rapporto è stato presentato dall'associazione contribuenti italiani. A Vallo della Lucania il primato campano dei minorenni che praticano gioco legalizzato: sono il 35% dei giocatori

I dadi

"L'Italia ha il primato, in Europa, per la maggior cifra giocata ai tavoli da gioco, una media quasi 2.195 Euro a persona, che vengono sottratti all'economia reale, minorenni inclusi, il cui numero è passato da 860 mila unità a 3,1 milioni. L'Erario si preoccupa più di fare cassa che di sensibilizzare sulle tematiche di dipendenza da gioco" così Vittorio Carlomagno, presidente dell'associazione contribuenti italiani, nel corso della presentazione, che ha avuto luogo ieri a Sanremo, del rapporto "Giochi e usura: il triste primato italiano", che sarà pubblicato sul numero di settembre di "Contribuenti.it Magazine".

Davvero preoccupante - si legge in un comunicato stampa emesso dall'associazione - è la situazione nella regione Campania, dove il 32% delle giocate è effettuato da minorenni. A Vallo della Lucania, in provincia di Salerno, il primato regionale nella speciale classifica: qui i minorenni che giocano sono il 35% del totale dei giocatori. A livello nazionale - si legge nella nota dell'associazione contribuenti italiani - il gioco legalizzato coinvolge circa 31,6 milioni di persone, di cui 7,9 milioni di persone con frequenza settimanale, per un fatturato di 58,9 miliardi di Euro.

Nei primi sei mesi del 2011, si legge ancora nella nota, si è registrato un aumento delle perdite legate alla dipendenza da giochi e scommesse del 19,7%. Rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente sono stati lasciati sul tavolo da gioco circa 860 milioni di Euro in più.

Da qui la richiesta dell'associazione contribuenti italiani di misure restrittive nei confronti del gioco legalizzato: identificazione di tutti i giocatori per evitare il riciclaggio del denaro sporco e l'accesso ai minorenni, il divieto al gioco d'azzardo in tutti i luoghi pubblici, sulla scia del divieto delle sigarette e l'aumento della tassazione sulle vincite al fine di renderle meno appetibili, introducendo un'imposta unica sostitutiva su tutti i giochi legalizzati (IUG) pari al 50% della vincita.

"Lo scopo delle istituzioni è quello di educare i cittadini, proteggere la loro salute, mentale e fisica - afferma Vittorio Carlomagno - non di certo quello di indurli a giocare al poker o ad indebitarsi con persone senza scrupoli. Senza contare che sono non pochi i giocatori fanno uso di sostanze stupefacenti o si prostituiscono per racimolare i soldi. Per un reale rilancio dell'economia e per accompagnare il paese dall'uscita della crisi economica - conclude Carlomagno - i risparmi degli italiani dovrebbero entrare in circolazione nel mercato attraverso canali legali e produttivi e non lasciare che le perdite al gioco diventino prima fonte di entrate nelle casse statali".

 

 

 

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