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"Siamo noi che sottopaghiamo i dipendenti o è lo Stato che ci uccide?": lo sfogo di un imprenditore salernitano

Il lettore-gestore: "Se io pago un operaio 1200 euro al mese, ma in più gli pago i contributi che sono la metà del suo stipendio, a me un dipendente mi costa più di 2000 euro al mese"

Non siamo noi a voler sottopagare i dipendenti e i collaboratori, ma è lo Stato che non ci aiuta e fomenta una guerra tra poveri.

Lo ha detto il titolare di un pub salernitano che ha scritto alla nostra redazione per dire la sua sulla questione inerente allo sfruttamento dei giovani nella ristorazione e, in particolare, degli stagionali che, quest'anno, in diversi casi, stanno preferendo incrociare le braccia e percepire il reddito di cittadinanza piuttosto che accettare le condizioni di super lavoro senza giusto compenso offerte dagli imprenditori. "Se io pago un operaio 1200 euro al mese, ma in più gli pago i contributi che sono la metà del suo stipendio, a me un dipendente mi costa più di 2000 euro al mese - spiega il lettore-gestore - La colpa è dello Stato che aumenta le tasse, la benzina  e, quindi, impone un aumento del costo della vita. Giustamente anche una persona con 1200 euro di stipendio che ne paga 700 di affitto,  200 di bollette e le altre spese che aumentano, come potrebbe non lamentarsi?".

Poi il quesito

Ma siamo noi che sottopaghiamo i lavoratori o è lo Stato che ci uccide? Io possono guadagnare anche 10mila euro lordi al mese. Ma su 10mila ne pago 4500 di tasse e poi i contributi, l'affitto e tutte le altre spese. E i mesi che non lavoro chi me li rimborsa? A prescindere dall'incasso, per noi sconti non esistono.

Invece di metterci uno contro l'altro, il Governo dovrebbe agevolare noi imprenditori e optare per una politica seria, consentendoci di vivere e far vivere bene anche i nostri dipendenti.

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