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Vertenza infermieri professionali, Felsa e Fp Cisl contro l'Asl e la regione

Il sindacato di via Zara chiede che la regione produca il decreto necessario a garantire il lavoro agli infermieri professionali interinali e i conseguenti servizi di cui necessitano i pazienti delle strutture e a domicilio

La Cisl Salerno contro la regione per la questione occupazionale degli infermieri interinali. La polemica è sorta in quanto, si legge in una nota della Cisl Salerno, manca il decreto della regione. A seguito del mancato provvedimento regionale, che di fatto non permette di sbloccare i fondi Cipe per l’assistenza domiciliare integrata sul territorio provinciale - si legge in una nota della Cisl, che protesta con le sigle Felsa e Fp - il servizio è stato bloccato da circa 10 giorni, con i 15 lavoratori del settore rimasti senza lavoro.
 
Il sindacato di via Zara spiega che nei giorni scorsi aveva avuto rassicurazioni, di concerto con l’agenzia di lavoro interinale Trenkwalder, a cui fanno capo gli infermieri in questione, in merito alla prosecuzione del servizio, ma il tutto si è risolto in un nulla di fatto.
 
Felsa e Fp Cisl contestano quindi l'operato dell'Asl: “In questo modo è stato interrotta una prestazione indispensabile per la salute dei pazienti, che necessitano di cure e assistenza quotidiana. Oltre a questo c’è il danno per i lavoratori, che continuano ad essere in bilico” dichiarano all'unisono i segretari Felsa e Fp Cisl Giusy Petitti e Pietro Antonacchio.
 
La vicenda delle proroghe contrattuali delle infermiere professionali che prestano la loro opera all’Asl Salerno è ormai un fenomeno che si ripete da tempo - riferisce la Cisl Salerno a mezzo comunicato stampa - gli stessi sindacati di categoria della Cisl, nello scorso mese di giugno, lottarono non poco per ottenere il rinnovo dei contratti di tutte le lavoratrici interinali del bacino, arruolate sempre dall’agenzia Trenkwalder, impegnate presso le strutture e i dipartimenti dell’Asl provinciale.
 
In quel caso una forte azione sindacale della Cisl, unita alla volontà dell’agenzia e ad apposite deliberazioni dell’Asl di avere in servizio personale qualificato e formato negli anni, fece in modo che la quota di debito fosse certificata all’agenzia di lavoro interinale e permise, quindi, alle infermiere di tornare al lavoro.
 
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